politica

Firefox OS, Alcatel OneTouch Fire, italiano e ROM cucinate in Venezuela

Il primo telefono FFoS apparso in Italia è stato messo in vendita l'anno scorso dalla TIM a 79 euro. FFoS sta per Firefox (quelli di Mozilla e del browser web) Operating System. Quest'estate il telefono è stato messo in svendita a 59,99 euro (+ 5 euro di traffico - costo netto del telefono 55 euro).
Si tratta di uno smartphone, un telefono intelligente, di quelli che si connettono ad internet, accedono alla posta, a whatsapp, a facebook e a twitter, e che permettono di comprare ogni ben di dio su ebay e amazon, o libri su ibs. Un vero affare! Senonché questa mattina sul sito della tim il telefono è presente e in vendita, ma non disponibile. Si saranno finalmente liberati dalle scorte.

La pazienza dei milanesi 2

I milanesi hanno qualche problema con le rotonde. È un fatto risaputo. Ne hanno parlato anche alla televisione. Prima della ventata riformatrice, la quale ha obbligato i sindaci della città metropolitana e dei centri conurbati ad uniformarsi alla nuova moda rotondista, prima di questa ventata, le cose, a Milano, andavano in tutt'altra maniera. E anche le rotonde sottostavano, se non ad un tiro, perlomeno ad una regola ambrosiana. Così come accadeva, e accade tutt'oggi, per il Carnevale e per le procedure tecniche del palazzo di giustizia.

Il Jobs Act di Renzi alle prese con la produttività del lavoro

Il Jobs Act è il programma proposto da Matteo Renzi per ridurre la disoccupazione dall'attuale 12 e passa percento ad un livello pari, non dico a quello dell'Austria e della Germania (5%), ma perlomeno a quello della Svezia (8%).
Siccome non si può più usare la leva monetaria (svalutazione), e anche la leva fiscale (detassazione) è stata sfruttata fino all'osso, quale altro strumento rimane per aumentare la produttività del lavoro?
La produttività del lavoro è il rapporto tra una misura di quantità di prodotto e una misura della quantità di lavoro impiegato per produrlo.

Il valore delle industrie di grandi dimensioni

Secondo una consolidata teoria post-operaista, negli anni Settanta, le industrie di grandi dimensioni, in risposta alle lotte dell'operaio-massa, avviarono un processo di ristrutturazione.
Alcuni sabotatori, anche disorganizzati, potevano bloccare intere catene di produzione, bastava inceppare una linea in un reparto, rallentare in un punto, sabotare un servomeccanismo, eccetera eccetera.
Fu così che le industrie di grandi dimensioni furono smembrate, e molti processi esternalizzati. Anche sulla spinta delle lotte dell'operaio-massa nacquero i distretti industriali.
Il distretto è costituito da una serie di industrie piccole e piccolissime, fortemente specializzate, che orbitano intorno ad una industria di grandi o grandissime dimensioni.

Colpa dei tedeschi se ci sentiamo di merda

Certa gente - il mio amico Franco Misasi per esempio - non sa vivere senza un nemico.
Quando era un simpatizzante dei DS il nemico numero uno era Berlusconi.
Il Cavaliere era entrato in politica per fare affari e continuare a prosperare. Non era più sufficiente appoggiare o finanziare il Partito Socialista. Quando si è visto con l'acqua alla gola ha puntato tutto sulla politica, e gli è andata bene, ha avuto un gran culo.
Quando è nato il PD, e le occasioni di continuare a vivacchiare vendendo fuffa sono diventate più rare, Franco Misasi si è iscritto al nuovo partito, e non gli è mai venuto in mente che col suo gesto tentava di replicare in piccolo quello che Berlusconi aveva fatto alla grande.

Nazionalismo: un tema che la sinistra deve strappare alla destra

Nel Novecento la sinistra è stata internazionalista e la destra nazionalista. E mentre il lungo XX Secolo avanzava, l'internazionalismo diventava sempre più pallido e il nazionalismo si rafforzava e prendeva piede. Le guerre mondiali, e tutto ciò che le ha precedute, mostrarono come nazionalismo e internazionalismo fossero diventate le due facce di una stessa medaglia.
C'è stato un periodo durante il quale anche i partiti più fortemente internazionalisti si arroccarono su posizioni nazionaliste.

Cose di Destra che piacciono a quelli della Nuova Sinistra

Bianca Berlnguer del TG3 ci ricasca. In un servizio mandato in onda ieri sera ha presentato il caso di una bambina messicana che ha tutte le carte in regola per diventare, dice Bianca Berlinguer,  lo Steve Jobs del futuro. A dirla tutta il caso è stato lanciato da Wired, e Bianca Berlinguer ha ripetuto a pappagallo quello che  ha scritto la rivista americana.
Già l'accostamento a Jobs è discutibile.
Cos'ha fatto di speciale Jobs?

La Meritocrazia: un tema che la destra ha rifilato alla sinistra

La meritocrazia è di destra, e la fuga dei cervelli è il suo metodo.
Il modello liberale-liberista, il mercato insomma, è composto da una miriade di singoli agenti.
Il mercato funziona in virtù della cosiddetta mano invisibile, la quale fa in modo che le posizioni siano sempre occupate dagli agenti migliori. La competizione, che garantisce che ad ogni momento l'agente migliore (l'azienda, la ditta, il professionista, ecc.) occupi il posto migliore (che domanda e offerta siano in equilibrio), si chiama concorrenza.

Inconsistent Quartet

Tranquilli, non si tratta di musica! È economia. E a parlare di Inconsistent Quartet è Padoa-Schioppa, quello dei Bamboccioni. Ve lo ricordate?
E cosa dice?
Dice che in un sistema di Stati Sovrani è impossibile avere nello stesso tempo libero scambio, liberi investimenti di capitali, tassi di cambio fissi e completa autonomia delle politiche macroeconomiche nazionali.
Tradotto: nell'Unione Europea, e con l'Euro, e la commissione che ti alita sul collo, non è possibile avere un governo che decida su tasse, tributi e politica sociale.
Allora perché ce la meniamo tanto per votare ed eleggere un governo? E perché questo governo si arrabatta tanto per varare la legge di stabilità?
Sono i misteri della politica.

Finiremo tutti spennati. Colpa del Keynesismo privatizzato

Il professor Bellofiore ci riprova con un altro libretto, questa volta indirizzato, per lo più, ad alcuni interlocutori privilegiati della sinistra. Gli argomenti, visto il caso, sono esposti in modo meno esoterico, cosicché anche i non iniziati possono capire qualcosa di un discorso economico di classe.
Le avvertenze del professore sono rivolte a Bertinotti (ve lo ricordate? quello con l'astuccio portaocchiali appeso al collo manco fosse San Bernardo), e Rossana Rossanda, l'atavica plume sublime del giornale Il Manifesto (quello prima del fallimento).
Il plot è sempre lo stesso. C'è il professore, studioso di classe, che rimprovera la sinistra di non averci capito una mazza. Per esempio del liberismo.