800 Milioni di Cinesi attaccherano lo Zio Sem

 

Il 3 aprile 1964, nella chiesa Methodist di Cleveland, Malcolm X pronuncia il discorso The Ballot or the Bullet.
Il discorso è tradotto in italiano nel 1968 da Einaudi. La traduzione tradisce molte importanti sfumature linguistiche del testo originale, soprattutto per ciò che riguarda i termini Negro, Nigger, Black man, Dark people, so-called Negro, African-Americans.
Ancora oggi in italiano non ci sono termini sufficienti per restituire le differenze e le sfumature semantiche di questa serie di parole che fanno segno ad un referente apparentemente stabile.
Nel 1968 il lessico doveva essere ancora più povero se si arrivò a tradurre la seguente frase “The black man knows it, the brown man knows it, the red man knows it, and the yellow man knows it”, con “i negri, i gialli e tutti gli altri uomini di colore lo sanno”. Nel testo originale gli uomini di colore non appaiono mai. Tuttalpiù campare il "Dark people" ("The dark people are waking up"), che in italiano diventa "I popoli di colore" ("I popoli di colore si stanno svegliando").
Anche termini quali Nation o Black Nationalism, tradotti in italiano, perdono di efficacia.
In italiano il termine Nazione è stato sovrapposto a quello di Stato – di giurisdizione statale – fino al punto da occultare o cancellare ogni resto.
Il concetto di Nazione permette invece a Malcolm X di spostare l’attenzione dai diritti civili - diritti propriamente statali - ai diritti umani.
I diritti umani scavalcano i recinti giurisdizionali e si riferiscono ad una più vasta nazionalità. Nel caso di Malcolm X l’appello è rivolto ai black man, ai brown man, ai red man, ai yellow man. A tutte quelle nazionalità che l’uomo bianco, la nazione dell’uomo bianco, teneva sotto scacco.
Le guerre postmoderne, iniziate nel 1991 con la prima guerra del golfo, e combattute sempre più spesso in nome della difesa dei diritti umani, hanno screditato questa forma di internazionalismo umanitario, basato sulla difesa di un’idea di una nazione trans-statale.
È in questo contesto che ha cominciato a fare il suo ingresso un certo so-called, e si è cominciato a riferirsi a queste guerre come a guerre combattute in nome del cosiddetto diritto umanitario, quello stesso diritto sostenuto dalla Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America del 1776, ripreso dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, e dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo promossa dalle Nazioni unite, e firmata a Parigi nel 1948.
L’appello di Malcolm X si differenzia dall’approccio globalista assunto dal diritto umanitario nel periodo delle guerre postmoderne. Questo appello, pur avendo una marcata impronta internazionalista, non è per nulla globalista.
L’appello di Malcolm X non è rivolto all’uomo in quanto tale. È rivolto agli uomini black, brown, red, and yellow.

Uncle Sam's hands are dripping with blood, dripping with the blood of the black man in this country. He's the earth's number-one hypocrite. He has the audacity -- yes, he has – imagine him posing as the leader of the free world. The free world! And you over here singing "We Shall Overcome." Expand the civil-rights struggle to the level of human rights.
Take it into the United Nations, where our African brothers can throw their weight on our side, where our Asian brothers can throw their weight on our side, where our Latin- American brothers can throw their weight on our side, and where 800 million Chinamen are sitting there waiting to throw their weight on our side.

Le mani dello Zio Sem grondano sangue dei neri di questo paese. Egli è il più grande ipocrita del mondo: ha il coraggio e la sfacciataggine – sì, proprio così – di atteggiarsi a leader del mondo libero. Il mondo libero! E voi qui che cantate «We shall Overcome». Allargate la lotta per i diritti civili portandola sul piano dei diritti umani, sollevate il vostro caso alle Nazioni Unite dove i nostri fratelli africani, i nostri fratelli asiatici e i nostri fratelli dell’America Latina possono gettare tutto il peso della loro influenza in nostro favore e dove 800 milioni di cinesi si stanno preparando per intervenire anch’essi al nostro fianco. 

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