La deflazione, il moltiplicatore monetario e la velocità di circolazione

C'è inflazione se i prezzi salgono, e deflazione se i prezzi scendono.
I prezzi salgono (e scendono) per due ragioni. O perché, a parità di beni offerti e una domanda di beni stabile, aumenta l'offerta di moneta , oppure perché, a parità di offerta di moneta e una domanda di beni stabile, diminuisce l'offerta di beni. Va de se che nel caso della deflazione avviene l'esatto contrario.
Dunque, c'è deflazione se diminuisce l'offerta di moneta, se c'è un calo della domanda di beni, oppure se c'è un aumento dell'offerta di beni. Se queste tre evenienze si verificano inseme c'è sicuramente deflazione. In questo caso si può parlare di crisi conclamata.
Se, invece, si verifica uno solo di questi tre eventi è necessario che gli altri rimangano stabili, o, perlomeno, non registrino variazioni neutralizzanti del fattore che genererebbe la deflazione. Se l'offerta di moneta diminuisce, e contestualmente, e nella stessa misura, diminuisce l'offerta di beni, la deflazione non si presenta. La diminuzione della moneta è  neutralizzata dalla diminuzione dei beni offerti.
L'offerta di moneta è influenzata dalla velocità di circolazione, ovvero dal moltiplicatore monetario. 
Una medesima quantità di moneta può essere rimessa in circolazione ed essere usata per effettuare più acquisti. Poniamo il caso di un cittadino che riceva il suo stipendio (1000) e ne spenda la metà, depositando l'altra metà in banca. La banca presterà questi soldi (500) ad un'altra persona che li spenderà per pagare lo stipendio ad una terza persona, e così via (tralasciamo qui l'obbligo per le banche di detenere una parte di questi soldi come riserve). Alla fine del ciclo l'offerta di moneta sarà passata da 1000 ad un suo multiplo.
Se, nel frattempo, le altre condizioni non variano, ci sarà inflazione. Oppure, come è probabile, se la banca centrale è a conoscenza di questo meccanismo, i rapporti generali non variano e il il moltiplicatore monetario non genererà alcuna eccessiva spinta inflazionistica.
Viceversa, se la banca centrale ha stimato una velocità di circolazione x e, per una qualche ragione imprevedibile, il moltiplicatore non si mette in moto, l'offerta di moneta diminuirà, e, a parità degli altri fattori, ci sarà deflazione.
A questo punto, per evitare lo squilibrio arrecato dalla deflazione, la banca centrale dovrà intervenire aumentando l'offerta di moneta.
Le misure adottate dalle banche centrali per combattere la deflazione sono note, diminuzione del tasso di sconto, operazioni nel mercato aperto (acquisto di titoli di stato e immissione sul mercato di denaro), tasso negativo sui depositi delle banche presso la banca centrale, variazione delle riserve e finanziamento del tesoro.
Se una volta attuate tutte queste misure la deflazione persiste vuol dire che il denaro fresco non entra in circolazione, ma rimane depositato presso le banche. E ciò avviene per ovvie ragioni.
Gli imprenditori non prendo soldi a prestito perché prevedono di non realizzare alcun utile. Anzi, prevedono, addirittura, di realizzare una perdita. Come conseguenza assumeranno meno persone. Le persone che hanno un lavoro non spendo oggi parte del lor reddito disponibile perché sono convinte che in futuro i prezzi scenderanno. Questi risparmi rimarranno depositati presso le banche perché ci sarà sempre meno gente (viste i minori investimenti e le minori assunzioni) in grado di fornire garanzie di restituzione del prestito. E via di questo passo. Fino ad arrivare a quella che gli economisti chiamano trappola della liquidità. Una situazione nella quale il denaro costa poco, i prezzi sono bassi, di soldi ce sono tanti, ma nessuno, per adesso, li vuole spendere.
 
fonte immagine wikipedia
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8a/Billion_dollar_Congre...

Share/Save

Potrebbero interessarti anche: