Non desiderare la villa del vicino. George Saunders, X dicembre.

Viviamo in uno Stato Cattolico. Prima di essere Socialisti o Liberali, siamo Cattolici.
Il sentimento cristiano, nei cittadini, è più forte di qualsiasi convinzione politica.
La Costituzione, l'amata Costituzione, che si vuole, costi quel che costi, rendere immune ad ogni mutamento, è intrisa di sano Cattolicesimo. Lo è nei Principi fondamentali, all'articolo 3; nel titolo III, Rapporti Economici, all'articolo 36; e ancora, sempre nei Rapporti Economici, all'articolo 41.
In questi importanti articoli si definisce l'unità di misura delle relazioni tra i cittadini, tra il lavoro, l'impresa e la remunerazione. Si dice, insomma, come debba essere, e funzionare, l'ordine sociale, e quale criterio assumere come discrimine di una vita civile.
Questo criterio è la dignità.
Ciò a cui i cittadini debbono mirare, e commisurare i propri sforzi, la barriere che non debbono superare, è la dignità.
Ma che cos'è la dignità?
Niente nel diritto ci aiuta a capire di cosa si tratti.
Come sempre, il diritto rimanda al contesto nel quale la norma viene chiamata ad esprimersi. E il contesto, nello Stato italiano, è un contesto cattolico, nel quale dignitoso significa, prima di tutto, non ambire, non avere un'ambizione sconfinata, accontentarsi, accontentarsi di ciò che si ha, e non ambire ad avere ciò che non si ha, ciò che è degli altri, del vicino di casa, del prossimo.
Il contesto degli articoli della Costituzione è il X comandamento, così come appare nel testo del Deuteronomio:


Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.


Ambire al posto del tuo vicino, mirare alla sua poltrona, alla sua casa, voler diventare come lui, prendere il suo posto, salire di un gradino, sperare di vincere la contesa, non è dignitoso.
Dignitoso è stare al proprio posto, stare buoni. Non fare niente. Accontentarsi. Ringraziare Dio di ciò che spontaneamente ci ha accordato. Dignitoso è non avere voglie, non desiderare, non volere avere una bella casa come quella del vicino, non voler rottamare la moglie vecchia per una moglie più giovane, non voler asfaltare i vicini e impossessarsi dei loro averi.
Dignitoso è non voler essere ricchi, e fare la differenza, spiccare sugli amici, e cacare in testa a chi ci ha sempre umiliati.
Dignitoso è indossare con orgoglio la propria miseria.
Dignitoso è la misura dello status quo.
Non tutti, nello Stato, sono fedeli al X comandamento.
C'è qualcuno sul quale il X comandamento non fa presa. Come nel caso del bravo lavoratore e padre di famiglia, protagonista di uno dei racconti di Geroge Saunders contenuto nel suo ultimo libro, X Dicembre.
Senza la ricchezza uguale o superiore a quella posseduta dal vicino non si riesce nemmeno a pensare.
Bisogna continuare a sperare, essere positivi, non arrendersi, bisogna ambire alla ricchezza, a possedere risorse, magari anche le risorse del vicino, perché senza risorse non si riesce a vivere, figurarsi a pensare.
Ambire a mangiarsi ciò che non si ha – il futuro.
Dignitosa è la parsimonia, accontentarsi.
Ma ci si può accontentare?
La vita passa.

 


Quando sarò ricco/libero da poter sedere su balla di fieno a guardar spuntare la luna mentre famiglia dorme in villa lussuosa? Allora potrò meditare su significato vita, ecc. ecc. Sensazione, sensazione da sempre, che succederanno questa e tante altre belle cose!
Ricchi a me non tanto simpatici, perché fanno sentire noi poveri fessi e inadeguati. Ma noi mica siamo poveri, direi. Medi, direi. E siamo molto molto fortunati. Lo so bene. Però comunque è ingiusto che i ricchi fanno sentire noi medi fessi e inadeguati.

Lavoro lavoro lavoro. Stupido lavoro. Sono così stanco lavoro.

Buonanotte.

Appena riletto ultima pagina, vorrei chiarire.

Non sono stanco del lavoro. Lavorare è un privilegio. Non odio ricchi. Anch'io aspiro a ricchezza. E quando avremo nostra villa almeno sapremo che ce la siamo guadagnata, a differenza di Torrini, per es., che, secondo me, ricco di famiglia.

8 sett.

Dov'è mia poltrona? Luci arancione? Niente poltrona, niente luci opulente, niente stanza tappezzata di libri. Perché su nostre pareti quadri così sfigati? Ne abbiamo solo uno con auto d'epoca preso da Target. Dove sbagliamo?

14 sett.

Nota per generazioni future: Nostra epoca prevede carte di credito. Azienda presta soldi, tu restituisci a tasso elevato. Direte voi: non sarebbe meglio non fare cose che non ti puoi permettere? La fate facile voi! Voi non siete qui, nel mondo di oggi, con figli, figli che amate, con altri che fanno belle cose per propri figli, tipo viaggio Culturale a Nizza.
Quante cose vorrei fare e sperimentare e dare a miei figli. Tempo passa in fretta, figli crescono in un lampo. Se non ora, quando?

 George Saunders, X dicembre, Minimum Fax.

 


fonnte immagine wikipedia

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Villainc.svg

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