Goodbye Togliatti, buongiorno Renzi

Quello che Cuperlo e Fassina non dicono è che le loro dimissioni sono dovute al fatto che il piccolo gruppo di opposizione nel Pd (gli Ex Ds – con tutta la vecchia nomenclatura) non ha un leader ancora riconosciuto. Sono divisi tra bersaniani, dalemiani e altro.
Fassina, con Bersani in ospedale,  per primo ha provato a coprire l'area del vecchio segretario. Con l'ingresso in campo di Fassina, Cuperlo è stato costretto a dimettersi dalla Presidenza del Pd (un incarico che lo imbalsamava) per poter rivendicare di nuovo il ruolo di leader di questo piccolo gruppo.
Qual è la materia della contesa tra i due? I pochi posti che spettano a questa area nelle prossime elezioni.
Con i listini bloccati il rischio che decida tutto Renzi è alto. In più, gli ex Ds si sentirebbero più forti con le preferenze. Hanno i soldi per poter fare grandi campagne ai singoli aspiranti parlamentari, e questo perché mantengono ancora la vera cassa del partito, il patrimonio del glorioso P.C.I.
Detto questo, per tutto c'è una fine.
Per quel mondo di vecchi baffoni Bersani era l'ultima occasione.
La resistenza dei due Ex Ds produce, in chi vi assiste, solo un senso di tristezza. La velocità con cui ormai si muove la politica non è fatta per gente nata con il ciclostile, che parla in stretto burocratese e non si fa capire da nessuno. Le Frattoie (scuola di partito del PCI) è morta da tempo, la Leopolda di Renzi almeno tenta di descrivere il presente, anche se sul futuro ha poche idee, e anche confuse. Al momento, prendendo a prestito Mcluhan, si può solo dire che Renzi è il messaggio.
 
fonte immagine wikipedia
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8f/Palmiro_Togliatti_%28...

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