Oh, nemici, non ci sono più nemici!

Tra i casi clinici ci sono quelli di due-tre amici (oh, amici, non ci sono più amici!). E quando parlo di casi clinici non lo faccio tanto per dire, o per spararla grossa, eccetera. Parlo sul serio. Questi miei amici (dove siete finiti, amici?) a scadenze fisse (sedute) li puoi trovare stesi sul letto dell'analista.
Ad averli stesi è stata la politica.
Questi amici hanno un'unica passione, sono amici della politica. E per la politica possono anche morire.
Ma la morte non sopraggiunge a richiesta.
Anche quando fanno di tutto per assicurarsi un suicidio politico, quando, per esempio, contro ogni buon senso, credono di vedere in Bersani, non dico il salvatore della patria, ma perlomeno il garante  di una certa continuità (status quo), anche quando si impegnano in tutto ciò, e lo fanno mettendoci la faccia (e come potrebbe essere altrimenti, non ci si suicida per procura!), anche quando si tagliano dietro tutti i ponti, o tutt'intorno fanno terra bruciata (come puoi tornare indietro, e tra gli amici, quando ti sei spinto così oltre!), anche quando raggiungono questo grado di estremismo, di polarizzazione, di bipartitismo (o stai da una parte o stai dalla parte opposta), anche in questo caso la morte non si presenta a comando.
Non voglio tirarla per le lunghe, né tanto meno essere complicato. Voglio solo dire che questi amici che soffrono per la perdita, anzi, che soffrono la perdita, e piangono prim'ancora di aver perso ciò per cui hanno iniziato a piangere anzitempo, questi amici funerari non sanno elaborare il lutto.
Lo si capisce dal fatto che, il cadavere ancora caldo, iniziano a parlare male del morto, se non della morte.
Parlare male del morto è un modo per parlare male di se stessi, denigrare il morto è come denigrare se stessi. Lo psicanalista lo sa, anche il paziente lo sa, ma fa finta di niente, si comporta come se, come se nessuno sapesse, come se non lo sapesse lui, e con lui il resto del mondo, compresi gli amici.
Ma gli altri lo sanno.
Quando inizia a parlare male dell'amico scomparso, quando inizia a parlare male dell'amico Prodi e dell'euro, dell'amico Bersani e dei sindacati, quando, messo alle strette, inizia a parlare male di tutti, dell'Italia intera, e persino della politica, gli altri lo sanno che sta parlando male di se stesso. Lo sanno che sta male, e che è steso sul lettino, sanno che denigrare gli amici che non ci sono più è un modo per denigrare se stessi, per dire quanto si è schifosi per essere stati amici di persone schifose.
Farsi nemici i vecchi amici, e farsi amici i vecchi nemici, non serve a nulla, sostituire gli uni agli altri (oggi democratici e domani aut. op., e viceversa) è un modo doloroso e psicopatico per procrastinare il conto con il passato, è un modo per rimandare quell'introspezione che ci riproporrebbe l'impressione dei visi degli amici scomparsi.
Oh, amici, non ci sono più amici!
 
fonte immagine wikipedia
 

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