Stato-Piano: un tema della Sinistra regalato alla Destra

Sulle bacheche di Facebook si sta sempre più affermando l'opinione che tutta la polemica montata contro la casta sia stata una manovra per distogliere le menti dei cittadini dai veri problemi. Ci sono stati sicuramente alcuni farabutti, si legge, ma per lo più, chi ha agito nella politica e negli affari, lo ha fatto rispettando la legge.
Tutti quei giornali giustizialisti, a partire da Repubblica-Corriere, per finire col Fatto quotidiano, hanno presentato al pubblico un beverone composto di scandali e arresti facili, e il pubblico ha gradito. Oppure, scrivono altri, con la manovra giudiziaria il Corrierre-Repubblica-ilFatto (una menzione speciale merita anche l'accrocco MicroMega) ha sviato l'attenzione dalla giustizia sociale. Una volta messi in galera i farabutti (lasciavano intendere i giornali) tutto tornerà come ai bei tempi passati.
Stampa e tv sono state così brave nel lavaggio del cervello che alcuni miei amici, prossimi cinquantini, si sono fatti l'idea che gli anni Ottanta siano stati un'epoca di datteri e miele, che Cossiga, Craxi e Andreotti, al cospetto dei capipopolo di oggi, erano dei giganti.
I pensieri di Facebook sono suffragati da autorevoli ricerche ex-bacheca. Come quella pubblicata in un libro di carta da Emiliano Brancaccio.
Brancaccio è un giovane economista italiano. E nonostante la sua nota posizione critica è apparso anche in televisione. Alcune sue opinioni si possono leggere pure sul Sole 24 Ore.
“Le cose del mondo - scrive Brancaccio - sono sempre più complicate di come appaiono a prima vista. Una lettura più accurata dei fatti rivela che, per quanto autorevolmente supportata [il riferimento è certamente al Corriere e Repubblica], l’interpretazione moralistica che attribuisce la crisi alla greed, l'avidità, è ingenua e fuorviante. Non bisognerebbe dimenticare che i manager e gli speculatori ai quali oggi si vuole imputare la crisi hanno in realtà quasi sempre agito nel pieno rispetto delle leggi: la legge dello Stato, come dimostra il fatto che le truffe sono state solo una goccia nel mare della speculazione legalizzata di questi anni” [Brancaccio , Passarella, L’austerità è di destra 2012, 17].

In Italia una generazione è bruciata sulle carte delle procure.

Se tutti (o quasi) hanno agito nel rispetto della legge, dove sta il problema?
Il problema, scrive Brancaccio, è strutturale. Come ha spiegato Althusser il movimento della storia è «un processo senza soggetto». Un processo, ci spiega Brancaccio, “che sceglie i suoi protagonisti solo tra coloro che riescono ad assecondarne il corso e magari a intercettare i suoi snodi, le sue
congiunture, le sue contraddizioni interne, prima e meglio di altri”.[28]
Tradotto: sono le circostanze che fanno l'uomo ladro.
L'uomo non è né buono né cattivo, diventa ciò che è a seconda della posizione che occupa.
Sono le circostanze che hanno bisogno di essere cambiate.
La circostanze, per esempio, che vede alcuni Stati con un surplus della bilancia commerciale, ed altri con una bilancia in rosso.
Da questa considerazione parte un altro tormentone, sempre in voga sulle bacheche Facebook.
La colpa di ogni male è lo strapotere della Germania. Prima ci presta dei soldi per comprare le sue merci, perché noi siamo a corto. Poi compriamo le sue merci, e ritorniamo come eravamo prima, sempre a corto di contanti, ma con più gadget da smaltire. E poi ci chiede indietro i soldi che ci ha prestato. E per sovrammercato vuole essere anche pagata per smaltire i gadget diventati rifiuti ingestibili.
La spiegazione di Brancaccio è più raffinata.
Per cominciare, la Germania ha avviato una competizione sui salari. Ha abbassato il costo relativo della manodopera per far concorrenza alle merci degli altri partner europei.
“Tra il 2000 e il 2010 – scrive Brancaccio - le retribuzioni nominali medie dei 17 paesi membri della zona euro sono aumentate del 27%, mentre in Germania sono cresciute di appena l’11%. Ciò ha comportato un aumento medio dei salari reali europei del 5% circa, a fronte di una crescita tedesca pressoché nulla. Se si guarda poi alla quota salari — che corrisponde al rapporto tra salari reali e produttività del lavoro — il divario viene ulteriormente confermato: nel corso del decennio, tale quota è diminuita in media nell’eurozona di poco più di mezzo punto percentuale, mentre in Germania è crollata di quasi tre punti. Dopo innumerevoli allarmi sulla spietata concorrenza salariale dei cinesi, fa indubbiamente un certo effetto scoprire che il principale artefice della gara al ribasso delle retribuzioni relative è il paese leader dell’Unione Europea”[39]
Grazie a questa concorrenza al ribasso la Germania ha realizzato avanzi verso l'estero, avanzi finanziati con acquisti massicci di titoli pubblici dei paesi con le bilance commerciali in rosso.
Se i lavoratori dei paesi mediterranei se la passano male, e se rischia di saltare l'Euro, la colpa è della Germania.
Siamo arrivati così all'altro tema discusso sulle bacheche, l'uscita dell'Italia dall'Euro.
L'Italia deve uscire immediatamente dall'Euro – si legge su facebook. L'Europa è uno schifo, e la sinistra, col suo perbenismo, fa ancora fatica a capirlo, e perciò fa ancora più schifo della destra.
A dire il vero anche Brancaccio non è proprio convinto che uscire dall'Euro sia la migliore delle soluzioni.
È vero – scrive – che l'uscita dall'euro, e un ritorno alla lira, permetterebbe di svalutare la moneta, ridurre il debito e aumentare la competitività, tutto a danno della Germania. Ma quest'ultima potrebbe compensare le perdite con uno «shopping a buon mercato» delle aziende italiane. Un’eventuale esplosione della zona euro non interromperebbe il processo di centralizzazione dei capitali e la connessa «germanizzazione» dell’Europa.[67]
Facebook si ferma qui, all'uscita dall'euro, come se uscire fosse facile.
A differenza di Facebook Brancaccio propone queste soluzioni alternative: standard del lavoro, repressione finanziaria e pianificazione.
Ora, non starò qui a riassumere le misure proposte. Chi volesse può leggerle direttamente sul bel libricino di Brancaccio e Passarella. Libricino, lo ricordo per i più pigri, che può essere preso in prestito dalla biblioteca anche in forma digitale, quindi senza necessità di schiodare il culo dalla sedia.


 

 

fonte immaigne e diritti wikipedia

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6b/Guerre_14-18-Humour-L%27ingordo%2C_trop_dur-1915.JPG

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