La pazienza dei milanesi

Sarà capitato anche a voi di essere stati superati a destra. A Milano capita di frequente. Soprattutto sulle strade a tre corsie, la tangenziale, per esempio, o l'autostrada. Ma anche su molte strade urbane a tre corsie. E non solo in prossimità del semaforo, quando la linea tratteggiata diventa continua e il sorpasso a destra è ammesso. Un pirla qualsiasi vi sorpassa a destra anche quando percorrete un bel rettilineo e ascoltate spensierati alla radio Michele Zarrillo che canta Una rosa Blu. Non vi prendete un gran spavento? Io si.
Spavento a parte, il sorpasso a destra non è sempre vietato. Ci sono casi in cui è ammesso. Quando il veicolo che vi precede ha segnalato di voler svoltare a sinistra. Oppure quando il veicolo davanti manifesta l'intenzione di volersi fermare sulla sinistra su una strada a senso unico. O quando un tram circola al centro della strada (commi 7-8 dell'articolo 148 del DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285 – nuovo codice della strada)
Tutto semplice. E invece no. Perché ci sarebbe un altro caso, quello previsto al comma 9 dello stesso articolo 148 del codice del 92. Però il comma 9 non esiste più, perché è stato soppresso con il D.LGS. del 10 settembre 1993 n. 360.
E le cose non finiscono qui.
C'è anche il caso della marcia per file parallele.
Si procede per file parallele quando in autostrada o in tangenziale c'è un traffico bestiale, le corsie sono tutte intasate, e si procede a passo d'uomo, oppure quando la stessa cosa succede in città o in prossimità di un semaforo.
Il codice del 1959, quello rimasto in vigore sino al 92, e sul quale molti automobilisti italiani hanno studiato per prendere la patente, compreso il sottoscritto, ammette il sorpasso a destra quando si marcia per file parallele.
L'articolo 106 (sorpasso)  prescrive quanto segue:
“Il sorpasso può essere effettuato a destra quando il conducente che si vuole sorpassare abbia segnalato che intende voltare a sinistra o quando sia ammessa la circolazione per file parallele”
Nel codice del 92, all'articolo 148 (sorpasso) non si parla più di file parallele. Dunque, non si può più sorpassare a destra in autostrada. Mai. Perché in autostrada nessuno accende la freccia e svolta a sinistra, e non ci sono tram.
Chiaro!
E invece no!
Sul Sole 24 Ore del 2011, il bravo milanese che ancora compra il giornale, può scoprire altre verità in materia di sorpasso.
Il giornalista che scrive di sorpasso, uno che vive di pane e giustizia, si chiede anche lui se superare a destra sia una manovra lecita. Evidentemente si è messo nei panni del povero milanese che ogni mattina impiega un'ora e un quarto di tangenziale o di arterie veloci urbane (veloci, si fa per dire), per raggiungere il lavoro.
È sempre più frequente vedere veicoli che rimanendo (o spostandosi) sulla corsia di destra superano chi sta alla loro sinistra. Sono manovre lecite? - chiede il cronista leguleio.
Si, sono manovre lecite - risponde.
Nei decenni – argomenta con convinzione - dottrina e giurisprudenza hanno chiarito che un sorpasso si ha solo quando chi lo effettua si sposta lateralmente (anche di poco). Ora, se questo spostamento laterale non si verifica, non si può parlare di sorpasso, ma semplicemente di superamento. Dunque, (il sillogismo è ormai fatto) in autostrada chi si trova sulla destra e vi resta sfilando davanti a un veicolo più lento sulla sua sinistra effettua solo ciò che in gergo si chiama superamento e non infrange l'articolo 148.
Bene, secondo il Sole 24 ore si può sorpassare a destra.
Ma le cose non finiscono qui.
Forte della solidità sillogistica (il sorpasso comprende uno spostamento, nel sorpasso a destra non c'è spostamento, dunque il sorpasso a destra non è un sorpasso), il giureconsulto del Sole può estendere la legge (legge logica s'intende!) a tutti quei casi in cui, anche non in presenza di file parallele, avvenga un superamento a destra. In questo caso, però, visto l'azzardo, si sente in dovere di chiamare in soccorso più autorevoli pareri (come se in Italia fossimo sotto un regime di Common Law). La Cassazione – scrive - ha stabilito che anche in questo caso non si è sanzionabili, a patto di accertarsi che chi sta davanti non abbia alcuna intenzione di rientrare a destra e di cautelarsi contro un suo eventuale rientro improvviso. In sostanza, gli si deve lampeggiare e/o suonare, sia per accertarsi delle sue intenzioni sia per avvertirlo del superamento in corso”.
Insomma, si può superare a destra, basta lampeggiare.
Dopo la lettura di questo articolo i miei dubbi non diminuiscono. Aumentano.
La legga è chiara. Nel codice del 92 non si parla mai (MAI) di sorpasso a destra, se non nei casi riportati sopra.
Dopo il 92, forse, sarà intervenuta la Cassazione.
Ma la Cassazione può fare una legge, o per lo meno darne una interpretazione autentica?
No.
In Italia non vige il Common Law, ma il Civil Law (almeno sulla carta)
Tuttavia, è molto probabile che un giudice tenga conto di una sentenza della Cassazione, perché il suo ignorarla porterebbe in seguito le parti in causa a fare un nuovo ricorso, per finire così (di nuovo) di fronte alla Cassazione.
Rimane il fatto che il giornalista del Sole non dice qual è la sentenza della Cassazione che autorizza (per così dire) il sorpasso a destra.
Qual è? Ce lo chiediamo in tanti. Soprattutto qui a Milano. Ci libererebbe da tante angosce. O le aumenterebbe, visto che in Italia non siamo in un regime di Common Law, e una sentenza della Cassazione può essere allegramente, e legittimamente, disattesa da qualunque giudice, figurarsi un vigile urbano  o un agente della polstrada.
Sia come sia, ho provato a fare una ricerca su internet, una cosa veloce, visto che non ho molto tempo, perché devo portare il cane a spasso, altrimenti me la fa sulle gambe. E ho trovato il riferimento alla sentenza della cassazione. Si tratta di una sentenza del 1991 (Cass. pen., sez. IV, 22 marzo 1991, n. 3189). Poi si fa riferimento ad una sentenza del 79. Peccato che il nuovo codice è del 92. E nel 92 il legislatore ha eliminato il riferimento alle file parallele. L'intenzione è chiara. Non ci sono dubbi al riguardo (sull'intenzione del legislatore).
Ma il legislatore italiano, quando si tratta di legge, ne sa una più del diavolo.
L'Italia è la patria del diritto. E ognuno si sente in dovere, non appena arriva in parlamento, di scrivere il suo nome sotto una piccola riforma, un codice, una legge, un decreto, una proposta. Giusto per comparire nei libri di scuola, sui sussidiari. Ecco perché in Italia tutti i partiti sono riformisti, e più il successo diventa pervasivo, più tutti si accalcano per iscriversi al partito dei riformisti.
E intanto, noi cittadini, di più se siamo milanesi, viviamo nell'incertezza e nella paura. Chissà se quella volta che sull'autostrada ho commesso un'infrazione! Magari, una volante, appostate da qualche parte, mi ha visto, e prima o poi mi arriverà una bella multa, con tanto di sovrattassa.
Quell'angoscia che si prova in vista della cassetta delle lettere ritornando a casa deriva da qui. Dal sospetto che potremmo trovarci una multa, una sanzione, un provvedimento, una citazione, un controllo, un'ispezione, una revoca, una penale, una raccomandata, un atto giudiziario.
Io, per me, la leverei la cassetta della posta. Poi mio cugino mi ha spiegato che non farsi trovare è peggio. Perché per loro, esclusi alcuni rari casi, basta dimostrare di averti cercato, e non già di averti trovato a casa.
Se questo è un vivere civile!
Poi tutti si riempiono la bocca di giustizia, di giustizialismo e di cazzate simili. Del tipo, la sinistra è per la giustizia, la destra per il giustizialismo.
Il rapporto del milanese con la giustizia si misura dalla sua relazione con la cassetta delle lettere. Ne ha paura. Gli provoca angoscia.
 
fonte immagine e diritti wikipedia
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/5/58/Il_sorpasso.jpg

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