Gioca per perdere, vincere è da cattivi

La sinistra radicale italiana è una nebulosa, senza consistenza, tutta chiacchiere e zizzanie.
Non abbiamo mai avuto un gruppo compatto come i verdi tedeschi, ma solo piccole congreghe con qualche idea ma senza numeri, tante capacità ma senza analisi.
Abbiamo una sinistra di sentimento fatta da una borghesia altamente scolarizzata che pensa di fare poesia mentre nei quartieri popolari si scannano tra poveri.  Sporcarsi le mani, amministrare, oppure stare nei luoghi del conflitto con durezza non è mai stato il suo mestiere. Per lei le rivoluzioni in Messico sono giuste, in Italia sono sempre premature. Per lei il popolo è fesso, non capisce. Alla fine ama e combatte soltato per la sua poesia, oppure per suoi uomini simbolo che durano una notte, ma del popolo, quello che si vede negli ipermercati, non gli frega una mazza. Gioca per perdere, vincere è da cattivi.

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