Bologna come Uruk

orig. pub. Ven, 01/06/2012 - 20:48
La città di Bologna, sede della più antica università del mondo, città di mercanti e città di viandanti da sempre, ha perso la sua missione, da molto tempo. La sua decadenza è iniziata con la ristrutturazione della cittadella universitaria, avviata nel 1990.
Oggi l'università di Bologna non è più tra le prime del mondo, la fiera perde eventi strategici, la città perde intellettuali e laureati, guadagnando badanti e pizzerie. E' diventata una città di vecchi e di pensionati, che cerca di vivere sull'affitto di viandanti che vi rimangono sempre di meno.
Il polo industriale fatto di piccole fabbriche chiude, quella che era la porta per l'est Europa comunista, dopo la caduta del muro, diventa una cittadina senza ruolo.
Le sue classi dirigenti vivono di rendita: del resto con ottanta milioni di meno nel bilancio non governi nulla.
Una città che perde la sua ricchezza chiaramente chiude teatri, cinema ed eventi culturali. I progetti di grandi infrastrutture, per lo più inutili, sono abbandonati.
Bologna, la Berlino d'Italia, non fa più tendenza; le sottoculture giovanili e la cultura moderna non vi abitano più. Da più di un anno la camera ardente del comune è aperta: muoiono cantautori, scrittori e l'uomo dei cinquemila matrimoni (Cevenini), con una partecipazione intensa ai funerali, come se i Bolognesi volessero esorcizzare e celebrare la morte della città. Anche la natura non è più tenera con questo paese: una nevicata secolare, un terremoto millenario scuotono la tenuta delle strade e delle case.
Con una classe dirigente impotente e senza idee strategiche per la città, quella che era il laboratorio politico d'Italia figlia il Vday, con i grillini che prendono tre consiglieri per non dire nulla, perché forse a Bologna non c'è più nulla da dire.
Nei secoli passati grandi città come Uruk sono sparite, sommerse dalla sabbia: non si vive di eredità ma di vita reale, di solito le città che morivano economicamente o attaccate dalla natura venivano abbandonate o spostate.
La mia naturalmente è una provocazione, un pensiero triste, ma o la città trova un nuovo piano strategico o vivere a Bologna o a Pianoro sarà la stessa cosa. E siamo fortunati a non avere il deserto vicino altrimenti potremmo fare la fine di Uruk.
 
fonte foto wikipedia

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