Sempre più spesso anche in Italia si sente parlare di Peer Review.
La Peer Review è la valutazione di un proprio lavoro da parte di una o più persone di pari competenze. Costituisce una forma di autoregolamentazione da parte dei membri qualificati di una professione. Metodi di Peer Review sono impiegati per mantenere gli standard di qualità, migliorare le prestazioni e fornire credibilità. Nel mondo accademico la Peer Review è spesso usata per determinare l'idoneità di un documento accademico per la pubblicazione. Da quando Google ha usato la Peer Review per implementare il suo algoritmo di ricerca, il termine è diventato di moda anche in Italia. Prima si parlava di stima dei pari. Ancor prima, Michef Foucault e Thomas Kuhn avevano delucidato il fenomeno spiegando come l'Episteme e il Paradigma creassero le condizione per una normalizzazione nel campo scientifico e, con meno...

Il paese che non c'è
dove le maschere della commedia
governano e si oppongono
con ventimila morti sotto i mari
dove i registi cadono dal cielo.
Il paese che non c'è
dove la storia non ha memoria
ed ognuno racconta quella che gli conviene
dove chi ha fatto è nella polvere
e chi non ha fatto è sugli altari.
Il paese che non c'è
dove l'invasore innova
e chi ci nasce resiste
dove gli inventori scappano via
e i mediocri vivono.
Il paese che non c'è
dove i confini sono enormi
ma i suoi abitanti non li vedono
dove le madri e i padri
nutrono i loro figli in eterno.
Il paese che non c'è
dove il bene comune non esiste
ma la famiglia è tutto
diviso tra sabotatori e ladri
e la giustizia è una punizione divina.
Il paese che non c...

Sono i nati in America tra il 1946 e il 1964. Si parla di boom, perché in quegli anni, negli Usa, il tasso di natalità ha avuto un picco positivo, come si vede dal grafico qui sotto.
Tutto ciò che succede negli Usa prima o poi (meglio prima che poi) capita anche in Italia. È un fatto automatico. Negli Usa ci sono stati Reagan e Bush e il neo-liberismo, in Italia ci sono stati Berlusconi e Prodi (e il neo-liberismo). Negli Usa ci sono stati I Public Enemy e i Nirvana, in Italia ci sono stati Giovanotti e Ligabue.
Tutto ciò che accade in America accade anche in Italia. È questo che devono aver pensato molti giornalisti italiani (e per la verità anche molti professori universitari), quando hanno cominciato a scrivere del baby boom italiano.
Se c'è stato in America ci sarà stato anche in Italia, avranno pensato. E giù a parlare degli effetti del Baby Boom itliano,...

In questi giorni si è fatto un gran parlare della vendita di alcuni asset strategici (pezzi da novanta) dell'industria italiana. Si tratta della Telecom e dell'Alitalia. Due aziende, a dire il vero, che non se la passavano bene.
Perché non se la passavano bene?
Per via del fatto che l'offerta nei due settori è strutturalmente superiore alla domanda. Tradotto terra terra, ci sono troppo ditte che offrono servizi telefonici, e ci sono troppe ditte che offrono voli a prezzi sempre più stracciati. C'è un'accesa concorrenza al ribasso. E ci sono scarsi spazi per introdurre servizi nuovi. Si vedano le compagnie aeree. Ci manca solo di far viaggiare i passeggeri in piedi o far volare gli aerei senza carburante (vedi ryanair), ma poi si è arrivati all'osso.
Cosa vuol dire tutto ciò in termini economici?
Vuol dire che il margine di profitto è basso o prossimo allo...

immaginI: © http://livextention.wordpress.com

Dai dati raccolti da Pew Research Center’s Internet & American Life Project risulta che il 72% degli utenti USA di internet sono anche utenti dei social network.
Non sono solo i giovani ad usare i social network. Uno sguardo alle fasce di età mostra come l’89% di utenti social ha un'età compresa tra i 18-29 anni, mentre il 78% ha età compresa tra 30-40, il 60% un'età tra 50-64, mentre il 43% ha un'età superiore ai 64 anni.
La situazione italiana, a parte qualche sorpresa, è simile a quella americana.
Secondo i dati Audiweb gli utenti dei social network sono così ripartiti: 18-29 78%,  30-49 77%, 50-64 75%, over 64 60%.

 

La spazzatura ai lati delle strade, i depuratori fermi, le strade fantasma, i doppi prezzi per turisti, la generosità dettata dall'inganno, le vedute in campo lungo da miraggio, i primi piani da disfacimento, i comitati anti inceneritori, il PVC bruciato dalle tribù locali per decenni dietro ospedali in eterno rifacimento, le cento navi affondate cariche di veleno, le migliaia di forestali in attesa di delitto, le autostrade in attesa di giudizio, una borghesia fattasi crimine che l'Europa non vede e non crede.
Le Calabrie alla deriva di uno stato assente, di un popolo malato d'elemosina, di fuga di valigie piene di polveri d'emigranti nostalgici in cerca di radici comode che non trovano una terra sudata dai nonni ma derubata dai padri, tradita dai figli, dove in ogni baia Ulisse dimorò per una notte ascoltando sirene di una bellezza mai vista.
 
fonte immagine e...

Ogni anno l'1% della popolazione cinese si sposta dalle campagne alle città, quindi una megacittà di 15 milioni di persone nasce ogni anno in Cina. Gli analisti economici dicono che il colosso asiatico ha davanti a se uno sviluppo di altri quarantanni.
In Europa, con l'avvio del piano Marshall dopo il 1945, lo sviluppo economico (che in Italia abbiamo chiamato Miracolo Economico) è durato trentanni.
Con la crisi del petrolio nel '73 finisce la costruzione della nuova Europa.
Arriviamo al 1977, al governo dei sacrifici, appoggiato dal PCI, un periodo simile a quello che viviamo oggi, con la conseguente ristrutturazione della Fiat e la marcia dei quarantamila.
Dalla crisi si uscirà con l'invenzione di una nuova...

Initialement publié le: Mar, 27/11/2012 - 16:32

La tristezza del post-operaismo è un articolo scritto dal Professore di Antropologia e Leader di Occupy Wall Street David Graeber, e contenuto nel libro, pubblicato da Manni, La rivoluzione che viene.
Il libro contiene diversi articoli, ma quello sull'operaismo italiano, anzi su 4 membri autorevoli di questa storia, è davvero curioso e pieno di sorprese. Intanto, perché ci fa vedere con gli occhi di un americano un mondo e certi personaggi che da bambini abbiamo visto al telegiornale presentati come capi o maestri di chissà quali brigate segrete. Poi perché ci dice che fuori dall'Italia certi scrittori nostrani hanno non solo un discreto pubblico, ma godono di una certa venerazione, manco fossero delle Rock Star.

...

Initialement publié le: 01/02/2013 - 18:14

 

Ogni due-tre giorni, nel mentre stiamo qui a parlare di strategia politica, viene uccisa una femmina. Gli assassini sono prevalentemente i mariti, o i fidanzati, o i loro parenti. È quanto emerge da uno studio accurato pubblicato dalla Casa Delle Donne di Bologna.
L'assassinio non è un evento improvviso e imprevedibile, frutto di un raptus, ma segue temporalmente ad una serie di altre violenze e aggressioni sulla vittima, violenze che diventano nel tempo sempre più intense e frequenti.
La ricerca della Casa Delle Donne è preziosa, e fa emergere dalle violenze subite, storie individuali, spesso silenziose, e consumate dentro le mura domestiche, alla presenza di figli minori, di figlie piccole, che frequentano appena la scuola materna, storie singolari, fatte anche di solitudine e di resistenza ad oltranza, da...

Initialement publié le:  26/06/2011 - 12:14

Dopo essersi misurato con etimo.it Francesco Bonomi ha lanciato un nuovo progetto. L'idea è di mettere online, consultabile gratuitamente, il dizionario cartaceo di Nicolò Tommaseo e Bernardo Bellini. Il progetto è già attivo, e raggiungibile all'indirizzo www.dizionario.org.
Sapremo tra non molto se l'idea sia una buona idea. Nell'attesa possiamo consultare il Tommaseo fino alla lettera G.
Ma cosa fa di una idea, un'idea buona?
Il successo.
E come si misura il successo?
Il successo si misura dal numero delle persone che condividono il progetto.
Nel caso di dizionario.org, trattandosi di un'opera digitale diffusa tramite il cavo telefonico, si può star certi che il successo sarà determinato dal numero degli accessi o contatti.
Quando il progetto avrà avuto il successo che si merita il...

Non c'è mai stata una tassa che abbia calamitato l' attenzione come quella sulla casa.
La casa è il totem intoccabile degli italiani e, in nome della casa, sono state consentite dal dopo guerra ai giorni nostri le violenze più atroci nel nostro disastrato territorio italiano. Ciò ha causato un vero e proprio dissesto geologico in molte zone dell'Italia. Sembra che la regola sia stata quella di edificare al di là delle normali regole dei piani regolatori o dei più moderni piani paesaggistici. Infatti si è costruito nei letti dei fiumi, in zone franose, in zone con il vincolo ambientale- storico etc etc .
Tant'è che il 90 % in Italia è possessore di una casa.
Allora una tassazione sulla casa dovrebbe essere giusta?
La risposta dovrebbe essere sì.
Allora dov' è lo scandalo di questa tassa?
Lo scandalo sta proprio nell'orizzontalità della base di...

La sinistra radicale italiana è una nebulosa, senza consistenza, tutta chiacchiere e zizzanie.
Non abbiamo mai avuto un gruppo compatto come i verdi tedeschi, ma solo piccole congreghe con qualche idea ma senza numeri, tante capacità ma senza analisi.
Abbiamo una sinistra di sentimento fatta da una borghesia altamente scolarizzata che pensa di fare poesia mentre nei quartieri popolari si scannano tra poveri.  Sporcarsi le mani, amministrare, oppure stare nei luoghi del conflitto con durezza non è mai stato il suo mestiere. Per lei le rivoluzioni in Messico sono giuste, in Italia sono sempre premature. Per lei il popolo è fesso, non capisce. Alla fine ama e combatte soltato per la sua poesia, oppure per suoi uomini simbolo che durano una notte, ma del popolo, quello che si vede negli ipermercati, non gli frega una mazza. Gioca per perdere, vincere è da cattivi.

orig. pub. Ven, 01/06/2012 - 20:48
La città di Bologna, sede della più antica università del mondo, città di mercanti e città di viandanti da sempre, ha perso la sua missione, da molto tempo. La sua decadenza è iniziata con la ristrutturazione della cittadella universitaria, avviata nel 1990.
Oggi l'università di Bologna non è più tra le prime del mondo, la fiera perde eventi strategici, la città perde intellettuali e laureati, guadagnando badanti e pizzerie. E' diventata una città di vecchi e di pensionati, che cerca di vivere sull'affitto di viandanti che vi rimangono sempre di meno.
Il polo industriale fatto di piccole fabbriche chiude, quella che era la porta per l'est Europa comunista, dopo la caduta del muro, diventa una cittadina senza ruolo.
Le sue classi dirigenti vivono di rendita: del resto con ottanta milioni di meno nel bilancio non governi...

 
Un dilemma sta consumando nel silenzio più assordante gli ex comunisti alle soglie dei 60 anni, decidere se continuare a fare i rivoluzionari post-sessantottini con la barba bianca, oppure incamminarsi sul viale del tramonto e morire democristiani.
Nel mentre gli ex-comunisti si consumano nel dilemma, risuonano gli appelli a fare presto un governo lanciati dalla confindustria e dal sindacato.
Gli ex sono preoccupati più a guardarsi l'ombelico che a guardare la tragedia che si sta consumando ogni giorno, a guardare cioè quello che avviene nelle nostre case, nelle nostre strade - la solitudine degli italiani.
 
 

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Nessuno chiedeva al presidente della repubblica di passare da Bersani a Johan Cruyff.
Come sanno bene gli amanti del pallone, Cruyff inventa il Calcio Totale con il quale inizia la modernità nel calcio. Una rivoluzione che costrinse ad avviare anche nel calcio italico quel rinnovamento che portò alla vittoria dei mondiali nel 1982.
Nessuno, ripeto, chiedeva a Giorgio Napolitano di nominare un condottiero capace di porre al riparo l'Italia dalla tempesta che pare stia arrivando, ma nemmeno gli si chiedeva di consegnare la democrazia italiana a 10 nani che sembrano usciti da una fiaba o da un libro dell'horror.
Con questa scelta il presidente della repubblica si è arreso all'incapacità dei suoi figli del partito democratico di essere per una volta nella vita uomini di Stato.
Se un errore così grave, per giunta anche anti-democratico, l'avesse fatto il povero...

Nel mese di ottobre è uscito presso Asterios Editore l'ultimo libretto di Giovanni Mazzetti, professore di Politica dello sviluppo economico.
Nel libretto non c'è nulla che il professore non abbia già ampiamente discusso nei suoi libri precedenti, persino in Scarsità e redistribuzione del lavoro, del 1986, a parte qualche considerazione sul governo dei tecnici, sulla moneta, e un decalogo di cose da fare per uscire dalla crisi.
Non sarebbe male se qualche partito di sinistra, anziché copiare i programmi degli altri concorrenti, copiasse i dieci punti, e li incollasse nel proprio - di programma. Farebbe sicuramente la felicità del Prof. Mazzetti.
Per facilitare il compito allo staff di Bersani, di Vendola, di Di Pietro, Di Nencini, di Rutelli, di Rosi Bindi, di Di liberto, Di BeppeGrillo.it, Di Casini, o di Renzi, in coda ad alcune considerazioni sparse,...