Anni fa, io e il compagno Meco, che è anche un fraterno amico, andammo in una sede dell'allora Pds. Eravamo stati invitati ad un dibattito in quanto rappresentanti di un centro sociale, si parlava di Europa. Alla fine della discussione Renzo Imbeni, che allora era Vicepresidente del Parlamento Europeo, si avvicinò a noi, nacque una discussione che durò a lungo.
La voglia che avevamo di parlare di politica era tanta, e lui apparteneva a quella generazione di dirigenti che non dimentica mai di essere anzitutto militanti, perciò fu una discussione alla pari, contrassegnata da un estremo rispetto.
Imbeni sapeva benissimo chi eravamo. Facevamo parte di due mondi che non si erano mai rivolti la parola, divisi da quella trincea invisibile che il '77 aveva scavato a Bologna.
La nostra posizione sull'Europa era chiara. Un'Europa costruita dalle banche e sull'Euro era...

In un'economia chiusa, autarchica, non aperta agli scambi con l'estero, tutti i beni e i servizi prodotti in un anno non acquistati dallo Stato o dai cittadini devono essere impiegati dalle imprese per produrre nuovi impianti e attrezzature, o essere accumulati come scorte. Le scorte, strano a dirsi, sono considerate come investimenti.
Alla fine della fiera, l'identità contabile di ciò che viene prodotto, consumato o investito si può esprimere così: Pil=C+I+G. Il PIL è uguale al consumo + gli investimenti + la spesa pubblica.
In un'economia aperta agli scambi con l'estero, ai beni e servizi prodotti e consumati o investiti all'interno, si sommano quelli esteri. In questo caso l'identità contabile si esprime con questa equazione: Pil=C+I+S+X-M. Il PIL è uguale al consumo + gli investimenti + la spesa pubblica + le esportazioni – le importazioni.
Per semplificarsi...

Secondo una consolidata teoria post-operaista, negli anni Settanta, le industrie di grandi dimensioni, in risposta alle lotte dell'operaio-massa, avviarono un processo di ristrutturazione.
Alcuni sabotatori, anche disorganizzati, potevano bloccare intere catene di produzione, bastava inceppare una linea in un reparto, rallentare in un punto, sabotare un servomeccanismo, eccetera eccetera.
Fu così che le industrie di grandi dimensioni furono smembrate, e molti processi esternalizzati. Anche sulla spinta delle lotte dell'operaio-massa nacquero i distretti industriali.
Il distretto è costituito da una serie di industrie piccole e piccolissime, fortemente specializzate, che orbitano intorno ad una industria di grandi o grandissime dimensioni.
Le dinamiche distrettuali generano una forte specializzazione. Prendiamo il caso dei telefoni e dei  Bell Labs, oggi di...

Segretario: Amadeo Bordiga (1921-1923), Palmiro Togliatti (1923-1924/1930-1934/1938-1964), Angelo Tasca (1923-1924), Antonio Gramsci (1924-1926), Camilla Ravera (1927-1930), Ruggero Grieco (1934-1938), Luigi Longo (1964-1972), Enrico Berlinguer (1972-1984), Alessandro Natta (1984-1988), Achille Occhetto (1988-1994),Massimo D'Alema (1994-1998), Walter Veltroni (1998-2001), Piero Fassino (2001-2007), Walter Veltroni (2007-2009), Pierluigi Bersani (2009-2013), Gianni Cuperlo (2013-?).
Forse è arrivata l'ora di rompere l'incantesimo. Siamo stanchi di "vincere" sempre. Fra l'altro Massimo D'Alema è stato l'unico Segretario di questa lunga tradizione a diventare Presidente del Consiglio, ci è diventato sfruttando gli arcani della politica, la base del partito non l'ha mai perdonato. Dalla nascita del P.C.I.  ad oggi (era il 1921, quasi un secolo), per solo due anni, senza il voto...

Si racconta che a Napoli il giovane Giorgio Napolitano fosse chiamato "u reuccio". La sua somiglianza con Umberto II era molto marcata.
Il nostro Presidente nasce a Napoli da Giovanni, avvocato liberale, poeta e saggista, originario di Gallo di Comiziano (Napoli), e da Carolina Bobbio, figlia di professionisti napoletani di origine piemontese. La Bobbio si dice che fosse contessa, la leggenda racconta che fosse a corte dei Savoia. Chiaramente è una semplice storia, una favola, niente di provato.
La sorte è stata bizzarra con Napolitano, lo ha messo alla Presidenza della Repubblica e lo ha fatto eleggere per la seconda volta, tanto che Crozza lo beffeggia chiamandolo Re Giorgio.
Vittorio Emanuele, un altro Re, fece arrestare nel '43 il Cavaliere Mussolini, facendolo accompagnare dai carabinieri alla porta, "per tutelare la sua sicurezza", si diceva.
Ora,...

Mi chiamo Giuseppe Mirtillo e ho 42 anni. La mia è una generazione di sfigati. Quando sono entrato all'università la sua qualità era scesa ai livelli della scuola superiore. E quando ero pronto per entrare nel mondo del lavoro, il lavoro se n'era andato. Il lavoro buono, intendo. Era rimasto solo il lavoro di merda. Quello che non piaceva fare agli italiani. Così dicevano politologi e politici alla televisione. E poiché eravamo convinti che il lavoro cattivo fosse una riserva per gli extracomunitari, lavoravamo in camuffa, vivevamo in camuffa, e a 37 anni dividevamo la casa con qualche altro sfigato della stessa generazione.
Ci sono state generazioni più fortunate.
I nati nel 1930, per esempio, sono stati molto fortunati. Ne sa qualcosa Umberto Eco, classe 1932.
“Noi - scrive nel 2011 - quelli nati intorno agli anni trenta, siamo stati una generazione fortunata....

Ecco i dati del PIL dell'eurozona pubblicati oggi dal Wall Street Journal. L'Italia è ancora sott'acqua, ma è in buona compagnia. Allo stesso livello si posiziona anche la Francia.

Nell'ultima decade del Novecento si magnificavano le doti del self-made man. Bastava avere un po' di intuito e un'infarinatura di ragioneria e marketing per pontificare di ROI (Return On Investment) e ROS (Return On Sales)
Con gli anni si è scoperto che oltre alla ragioneria e all'intuito (e a una dose di culo) occorreva anche lo zampino dello Stato.
Senza lo zampino dello Stato molte delle meraviglie attribuite ai vari Self-made man non esisterebbero.
Prendiamo internet. È nata nel 1969 con Arpanet, un progetto della Defence Advanced Research Projects Agency, un'agenzia dipendente dal Ministero della Difesa statunitense. Oppure prendiamo il worl wide web (le pagine web), nate nel 1991 al CERN di Ginevra, un istituto di ricerca finanziato con soldi dei governi aderenti.
Mosaic, invece, è stato il primo browser, sviluppato nel 1993 all'Università dell'...

Mentre la Spagna, l'Italia e l'Irlanda stanno sperimentando tassi di disoccupazione da Grande Depressione, la Germania, invece, si sta avvicinando alla piena occupazione. Il suo tasso di disoccupazione si appresta a scendere sotto la soglia fatidica del 5%.
Questi dati sono guardati con invidia, soprattutto da chi (la Spagna) ha un tasso di disoccupazione del 26,2% (VENTISEI %!).
Avete idea di cosa significa lasciare a casa il 26% della forza lavoro disponibile? È un disastro. Un disastroso ancora maggiore quando si pensa che essa, a breve, non ha alcuna possibilità di rientrare nel mondo del lavoro.
Ma non bisogna darsi per vinti. Una delle regole fondamentali dell'economia è la mobilità dei fattori.
Senza mobilità dei fattori non ci sarebbe libero mercato. Se il lavoratore, per esempio, non fosse libero di muoversi, ci sarebbe la schiavitù.
Per...

C'è un mio amico, Nilo Palermo, che negli anni Novanta voleva buttarsi nel ramo della marijuana. Poi considerò i costi-benefici (trade-off), e decise di aspettare tempi migliori.
Negli anni Novanta il mercato della marijuana era troppo volatile, i prezzi salivano e scendevano troppo repentinamente. Poi c'erano le esternalità negative. Se non stavi attento, potevi fumare con gli amici un intero carico.
E poi si stavano aprendo mercati più redditizi, e più sicuri, dove investire i risparmi.
Negli anni Zero decise che era ormai maturo per affrontare la borsa valori.
Ma come valutare il trade-off dei titoli?
Anche per la marijuana le cose non erano semplici. Anzitutto bisognava calcolare il rendimento atteso dell'investimento.
Se investivo un milione e mezzo di lire (c'erano ancora le lire) sulla piazza di San Luca (Calabria) per un chilo di erba...

Sarà capitato anche a voi di essere stati superati a destra. A Milano capita di frequente. Soprattutto sulle strade a tre corsie, la tangenziale, per esempio, o l'autostrada. Ma anche su molte strade urbane a tre corsie. E non solo in prossimità del semaforo, quando la linea tratteggiata diventa continua e il sorpasso a destra è ammesso. Un pirla qualsiasi vi sorpassa a destra anche quando percorrete un bel rettilineo e ascoltate spensierati alla radio Michele Zarrillo che canta Una rosa Blu. Non vi prendete un gran spavento? Io si.
Spavento a parte, il sorpasso a destra non è sempre vietato. Ci sono casi in cui è ammesso. Quando il veicolo che vi precede ha segnalato di voler svoltare a sinistra. Oppure quando il veicolo davanti manifesta l'intenzione di volersi fermare sulla sinistra su una strada a senso unico. O quando un tram circola al centro della strada (commi 7-8 dell...

Sempre più spesso anche in Italia si sente parlare di Peer Review.
La Peer Review è la valutazione di un proprio lavoro da parte di una o più persone di pari competenze. Costituisce una forma di autoregolamentazione da parte dei membri qualificati di una professione. Metodi di Peer Review sono impiegati per mantenere gli standard di qualità, migliorare le prestazioni e fornire credibilità. Nel mondo accademico la Peer Review è spesso usata per determinare l'idoneità di un documento accademico per la pubblicazione. Da quando Google ha usato la Peer Review per implementare il suo algoritmo di ricerca, il termine è diventato di moda anche in Italia. Prima si parlava di stima dei pari. Ancor prima, Michef Foucault e Thomas Kuhn avevano delucidato il fenomeno spiegando come l'Episteme e il Paradigma creassero le condizione per una normalizzazione nel campo scientifico e, con meno...

Il paese che non c'è
dove le maschere della commedia
governano e si oppongono
con ventimila morti sotto i mari
dove i registi cadono dal cielo.
Il paese che non c'è
dove la storia non ha memoria
ed ognuno racconta quella che gli conviene
dove chi ha fatto è nella polvere
e chi non ha fatto è sugli altari.
Il paese che non c'è
dove l'invasore innova
e chi ci nasce resiste
dove gli inventori scappano via
e i mediocri vivono.
Il paese che non c'è
dove i confini sono enormi
ma i suoi abitanti non li vedono
dove le madri e i padri
nutrono i loro figli in eterno.
Il paese che non c'è
dove il bene comune non esiste
ma la famiglia è tutto
diviso tra sabotatori e ladri
e la giustizia è una punizione divina.
Il paese che non c...

Sono i nati in America tra il 1946 e il 1964. Si parla di boom, perché in quegli anni, negli Usa, il tasso di natalità ha avuto un picco positivo, come si vede dal grafico qui sotto.
Tutto ciò che succede negli Usa prima o poi (meglio prima che poi) capita anche in Italia. È un fatto automatico. Negli Usa ci sono stati Reagan e Bush e il neo-liberismo, in Italia ci sono stati Berlusconi e Prodi (e il neo-liberismo). Negli Usa ci sono stati I Public Enemy e i Nirvana, in Italia ci sono stati Giovanotti e Ligabue.
Tutto ciò che accade in America accade anche in Italia. È questo che devono aver pensato molti giornalisti italiani (e per la verità anche molti professori universitari), quando hanno cominciato a scrivere del baby boom italiano.
Se c'è stato in America ci sarà stato anche in Italia, avranno pensato. E giù a parlare degli effetti del Baby Boom itliano,...

In questi giorni si è fatto un gran parlare della vendita di alcuni asset strategici (pezzi da novanta) dell'industria italiana. Si tratta della Telecom e dell'Alitalia. Due aziende, a dire il vero, che non se la passavano bene.
Perché non se la passavano bene?
Per via del fatto che l'offerta nei due settori è strutturalmente superiore alla domanda. Tradotto terra terra, ci sono troppo ditte che offrono servizi telefonici, e ci sono troppe ditte che offrono voli a prezzi sempre più stracciati. C'è un'accesa concorrenza al ribasso. E ci sono scarsi spazi per introdurre servizi nuovi. Si vedano le compagnie aeree. Ci manca solo di far viaggiare i passeggeri in piedi o far volare gli aerei senza carburante (vedi ryanair), ma poi si è arrivati all'osso.
Cosa vuol dire tutto ciò in termini economici?
Vuol dire che il margine di profitto è basso o prossimo allo...

immaginI: © http://livextention.wordpress.com

Dai dati raccolti da Pew Research Center’s Internet & American Life Project risulta che il 72% degli utenti USA di internet sono anche utenti dei social network.
Non sono solo i giovani ad usare i social network. Uno sguardo alle fasce di età mostra come l’89% di utenti social ha un'età compresa tra i 18-29 anni, mentre il 78% ha età compresa tra 30-40, il 60% un'età tra 50-64, mentre il 43% ha un'età superiore ai 64 anni.
La situazione italiana, a parte qualche sorpresa, è simile a quella americana.
Secondo i dati Audiweb gli utenti dei social network sono così ripartiti: 18-29 78%,  30-49 77%, 50-64 75%, over 64 60%.

 

La spazzatura ai lati delle strade, i depuratori fermi, le strade fantasma, i doppi prezzi per turisti, la generosità dettata dall'inganno, le vedute in campo lungo da miraggio, i primi piani da disfacimento, i comitati anti inceneritori, il PVC bruciato dalle tribù locali per decenni dietro ospedali in eterno rifacimento, le cento navi affondate cariche di veleno, le migliaia di forestali in attesa di delitto, le autostrade in attesa di giudizio, una borghesia fattasi crimine che l'Europa non vede e non crede.
Le Calabrie alla deriva di uno stato assente, di un popolo malato d'elemosina, di fuga di valigie piene di polveri d'emigranti nostalgici in cerca di radici comode che non trovano una terra sudata dai nonni ma derubata dai padri, tradita dai figli, dove in ogni baia Ulisse dimorò per una notte ascoltando sirene di una bellezza mai vista.
 
fonte immagine e...

Ogni anno l'1% della popolazione cinese si sposta dalle campagne alle città, quindi una megacittà di 15 milioni di persone nasce ogni anno in Cina. Gli analisti economici dicono che il colosso asiatico ha davanti a se uno sviluppo di altri quarantanni.
In Europa, con l'avvio del piano Marshall dopo il 1945, lo sviluppo economico (che in Italia abbiamo chiamato Miracolo Economico) è durato trentanni.
Con la crisi del petrolio nel '73 finisce la costruzione della nuova Europa.
Arriviamo al 1977, al governo dei sacrifici, appoggiato dal PCI, un periodo simile a quello che viviamo oggi, con la conseguente ristrutturazione della Fiat e la marcia dei quarantamila.
Dalla crisi si uscirà con l'invenzione di una nuova...

Initialement publié le: Mar, 27/11/2012 - 16:32

La tristezza del post-operaismo è un articolo scritto dal Professore di Antropologia e Leader di Occupy Wall Street David Graeber, e contenuto nel libro, pubblicato da Manni, La rivoluzione che viene.
Il libro contiene diversi articoli, ma quello sull'operaismo italiano, anzi su 4 membri autorevoli di questa storia, è davvero curioso e pieno di sorprese. Intanto, perché ci fa vedere con gli occhi di un americano un mondo e certi personaggi che da bambini abbiamo visto al telegiornale presentati come capi o maestri di chissà quali brigate segrete. Poi perché ci dice che fuori dall'Italia certi scrittori nostrani hanno non solo un discreto pubblico, ma godono di una certa venerazione, manco fossero delle Rock Star.

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Initialement publié le: 01/02/2013 - 18:14

 

Ogni due-tre giorni, nel mentre stiamo qui a parlare di strategia politica, viene uccisa una femmina. Gli assassini sono prevalentemente i mariti, o i fidanzati, o i loro parenti. È quanto emerge da uno studio accurato pubblicato dalla Casa Delle Donne di Bologna.
L'assassinio non è un evento improvviso e imprevedibile, frutto di un raptus, ma segue temporalmente ad una serie di altre violenze e aggressioni sulla vittima, violenze che diventano nel tempo sempre più intense e frequenti.
La ricerca della Casa Delle Donne è preziosa, e fa emergere dalle violenze subite, storie individuali, spesso silenziose, e consumate dentro le mura domestiche, alla presenza di figli minori, di figlie piccole, che frequentano appena la scuola materna, storie singolari, fatte anche di solitudine e di resistenza ad oltranza, da...