Renzo Rubino è un cantante Big (uno di successo) in gara al festival di San Remo di quest'anno. Un sito di politica come questo non si occupa mai di cantanti. A meno che essi non si offrano per esibirsi prima o dopo qualche comizio elettorale, o non appoggino la candidatura di qualche parlamentare, o presidente di provincia o di regione, come in passato ha fatto un mio amico con quel Buffalmacco di Loiero.
Quando, invece, sono i cantanti ad occuparsi di politica, come ha fatto l'altro ieri Rubino su Radio Italia, qualche commento è d'obbligo.
Cosa ha detto di tanto genuinamente politichese Renzo Rubino?
Ha detto che quando lui sale sul palco canta, ma è come se facesse l'amore col pubblico.
Quest'idea del contatto immediato (senza mediazione, senza riserve e senza preservativo) è vecchia quanto la scienza politica stessa. Ed è sopravvissuta a potenti...

Quando ero studente delle superiori, al quinto anno sono stato eletto rappresentante d'istituto insieme al mio carissimo amico Luigi. Un giorno il Preside ci chiamò, dicendoci che dovevamo andare classe per classe a leggere una nuova disposizione che proibiva a chi arrivava alla seconda ora di poter entrare nell'istituto a seguire le altre ore di lezione. Il mio istituto era un professionale industriale, passavamo ore e ore a limare pezzi di ferro, un lavoro noiosissimo, tanto che ne approfittavamo per discutere del mondo, delle radio libere o di cinema. Tornando alla proposta del Preside, noi rifiutammo di farlo, ma lui ci ricordò che eravamo dei delegati, che eravamo un'istituzione e, in quanto tale, non potevamo rifiutare di svolgere il nostro compito: il vecchio ci aveva incastrato. Ci toccò andare in giro per le classi facendo la paternale ai ragazzi e informando che il...

C'è questo bellissimo articolo dell'economista Paul Krugman pubblicato dal Sole 24 Ore che finisce con queste parole:

La cosa triste è che il fatto di aver trasformato in feticcio la classe media, il fatto di fingere di appartenere quasi tutti a quella classe è una delle ragioni principali del fatto che molti di noi, in realtà, non ne fanno parte. Ecco perché è una buona cosa che la cittadinanza si renda sempre più conto della realtà delle differenze di classe: perché in questo modo aumentano le probabilità di cominciare a creare davvero il tipo di società che facciamo solo finta di avere.

È una buona cosa rendersi conto delle differenze di classe.
Krugman si rivolge agli americani, ai suoi concittadini, i quali ritenevano, e ancora ritengono, di appartenere per la gran parte alla cosiddetta classe media.
Che cos'è la classe media?
È uno status...

La strategia dell'Aventino dei Cinquestelle in questi giorni non la capisco. I contenuti possono essere interessanti, per certi aspetti condivisibili, la mossa del decreto Imu/banche da parte del Governo è sicuramente scorretta. Non entro nel merito del finanziamento alle banche, non ho gli strumenti per comprenderlo, sicuramente c'è la fregatura, ma la gestione dello scontro totale contro le istituzioni, i partiti e la finanza non può funzionare. Troppi fronti aperti per poter vincere, troppe accelerazioni per poter tenere uniti i 160 parlamentari. In ogni lotta che si rispetti bisogna tenere aperto un tavolo di trattativa. Per esperienza nei movimenti, le accelerazioni erano il segnale della fine di quei movimenti. Le posizioni rigide non possono tenere dentro otto milioni di votanti, ad ogni scelta i Cinquestelle sono destinati a perdere dei consensi, non ultimo anche il mio a...

Il Jobs Act è il programma proposto da Matteo Renzi per ridurre la disoccupazione dall'attuale 12 e passa percento ad un livello pari, non dico a quello dell'Austria e della Germania (5%), ma perlomeno a quello della Svezia (8%).
Siccome non si può più usare la leva monetaria (svalutazione), e anche la leva fiscale (detassazione) è stata sfruttata fino all'osso, quale altro strumento rimane per aumentare la produttività del lavoro?
La produttività del lavoro è il rapporto tra una misura di quantità di prodotto e una misura della quantità di lavoro impiegato per produrlo.
Tradotto: il lavoro è più produttivo se in un'ora anziché produrre 10 beni ne produco 12. Ovvero se con la stessa quantità di lavoro produco più beni di prima. Ossia se con un monte salari più basso produco la stessa quantità di beni. In tutti questi casi la produttività è aumentata.
Non...

Quello che Cuperlo e Fassina non dicono è che le loro dimissioni sono dovute al fatto che il piccolo gruppo di opposizione nel Pd (gli Ex Ds – con tutta la vecchia nomenclatura) non ha un leader ancora riconosciuto. Sono divisi tra bersaniani, dalemiani e altro.
Fassina, con Bersani in ospedale,  per primo ha provato a coprire l'area del vecchio segretario. Con l'ingresso in campo di Fassina, Cuperlo è stato costretto a dimettersi dalla Presidenza del Pd (un incarico che lo imbalsamava) per poter rivendicare di nuovo il ruolo di leader di questo piccolo gruppo.
Qual è la materia della contesa tra i due? I pochi posti che spettano a questa area nelle prossime elezioni.
Con i listini bloccati il rischio che decida tutto Renzi è alto. In più, gli ex Ds si sentirebbero più forti con le preferenze. Hanno i soldi per poter fare grandi campagne ai singoli aspiranti...

Finalmente ho fatto la conoscenza di un luminare del Wisconsin. Uno di quegli studiosi tanto amati e citati dagli speakers radiofonici, quelli che appena accesa la radio li si sente dire Sapevate che l'1% della popolazione mondiale possiede il 99%... Secondo una ricerca dell'Università del Winsconsin questo 1% è concentrato..., eccetera eccetera.
Wolfgang Streeck, un sociologo imprestato all'economia politica, ha insegnato all'Università del Wisconsin, è diventato membro dell'accademia delle scienze di Berlino, dell'accademia europea, ha insegnato a Francoforte e New York, Munster, Berlino, è diventato direttore del Max-Planck Insistute di Colonia e insegna nella locale università, e di recente ci ha deliziati con un libro sulla Grande Recessione.
Il libro è originale. Non si limita a un'analisi del perché e del percome è iniziata la Recessione. D'altronde, quasi tutti...

Tra i casi clinici ci sono quelli di due-tre amici (oh, amici, non ci sono più amici!). E quando parlo di casi clinici non lo faccio tanto per dire, o per spararla grossa, eccetera. Parlo sul serio. Questi miei amici (dove siete finiti, amici?) a scadenze fisse (sedute) li puoi trovare stesi sul letto dell'analista.
Ad averli stesi è stata la politica.
Questi amici hanno un'unica passione, sono amici della politica. E per la politica possono anche morire.
Ma la morte non sopraggiunge a richiesta.
Anche quando fanno di tutto per assicurarsi un suicidio politico, quando, per esempio, contro ogni buon senso, credono di vedere in Bersani, non dico il salvatore della patria, ma perlomeno il garante  di una certa continuità (status quo), anche quando si impegnano in tutto ciò, e lo fanno mettendoci la faccia (e come potrebbe essere altrimenti, non ci si suicida...

Lo spread stamattina era a 198. Questa guerra ci è costata due milioni di disoccupati. Sarà ricordata come la prima guerra mondiale del debito pubblico. Se la guerra è veramente finita, ora ci sarà un piano Marshall o sarà più simile ai trattati restrittivi post prima guerra mondiale?

Anni fa, io e il compagno Meco, che è anche un fraterno amico, andammo in una sede dell'allora Pds. Eravamo stati invitati ad un dibattito in quanto rappresentanti di un centro sociale, si parlava di Europa. Alla fine della discussione Renzo Imbeni, che allora era Vicepresidente del Parlamento Europeo, si avvicinò a noi, nacque una discussione che durò a lungo.
La voglia che avevamo di parlare di politica era tanta, e lui apparteneva a quella generazione di dirigenti che non dimentica mai di essere anzitutto militanti, perciò fu una discussione alla pari, contrassegnata da un estremo rispetto.
Imbeni sapeva benissimo chi eravamo. Facevamo parte di due mondi che non si erano mai rivolti la parola, divisi da quella trincea invisibile che il '77 aveva scavato a Bologna.
La nostra posizione sull'Europa era chiara. Un'Europa costruita dalle banche e sull'Euro era...

In un'economia chiusa, autarchica, non aperta agli scambi con l'estero, tutti i beni e i servizi prodotti in un anno non acquistati dallo Stato o dai cittadini devono essere impiegati dalle imprese per produrre nuovi impianti e attrezzature, o essere accumulati come scorte. Le scorte, strano a dirsi, sono considerate come investimenti.
Alla fine della fiera, l'identità contabile di ciò che viene prodotto, consumato o investito si può esprimere così: Pil=C+I+G. Il PIL è uguale al consumo + gli investimenti + la spesa pubblica.
In un'economia aperta agli scambi con l'estero, ai beni e servizi prodotti e consumati o investiti all'interno, si sommano quelli esteri. In questo caso l'identità contabile si esprime con questa equazione: Pil=C+I+S+X-M. Il PIL è uguale al consumo + gli investimenti + la spesa pubblica + le esportazioni – le importazioni.
Per semplificarsi...

Secondo una consolidata teoria post-operaista, negli anni Settanta, le industrie di grandi dimensioni, in risposta alle lotte dell'operaio-massa, avviarono un processo di ristrutturazione.
Alcuni sabotatori, anche disorganizzati, potevano bloccare intere catene di produzione, bastava inceppare una linea in un reparto, rallentare in un punto, sabotare un servomeccanismo, eccetera eccetera.
Fu così che le industrie di grandi dimensioni furono smembrate, e molti processi esternalizzati. Anche sulla spinta delle lotte dell'operaio-massa nacquero i distretti industriali.
Il distretto è costituito da una serie di industrie piccole e piccolissime, fortemente specializzate, che orbitano intorno ad una industria di grandi o grandissime dimensioni.
Le dinamiche distrettuali generano una forte specializzazione. Prendiamo il caso dei telefoni e dei  Bell Labs, oggi di...

Segretario: Amadeo Bordiga (1921-1923), Palmiro Togliatti (1923-1924/1930-1934/1938-1964), Angelo Tasca (1923-1924), Antonio Gramsci (1924-1926), Camilla Ravera (1927-1930), Ruggero Grieco (1934-1938), Luigi Longo (1964-1972), Enrico Berlinguer (1972-1984), Alessandro Natta (1984-1988), Achille Occhetto (1988-1994),Massimo D'Alema (1994-1998), Walter Veltroni (1998-2001), Piero Fassino (2001-2007), Walter Veltroni (2007-2009), Pierluigi Bersani (2009-2013), Gianni Cuperlo (2013-?).
Forse è arrivata l'ora di rompere l'incantesimo. Siamo stanchi di "vincere" sempre. Fra l'altro Massimo D'Alema è stato l'unico Segretario di questa lunga tradizione a diventare Presidente del Consiglio, ci è diventato sfruttando gli arcani della politica, la base del partito non l'ha mai perdonato. Dalla nascita del P.C.I.  ad oggi (era il 1921, quasi un secolo), per solo due anni, senza il voto...

Si racconta che a Napoli il giovane Giorgio Napolitano fosse chiamato "u reuccio". La sua somiglianza con Umberto II era molto marcata.
Il nostro Presidente nasce a Napoli da Giovanni, avvocato liberale, poeta e saggista, originario di Gallo di Comiziano (Napoli), e da Carolina Bobbio, figlia di professionisti napoletani di origine piemontese. La Bobbio si dice che fosse contessa, la leggenda racconta che fosse a corte dei Savoia. Chiaramente è una semplice storia, una favola, niente di provato.
La sorte è stata bizzarra con Napolitano, lo ha messo alla Presidenza della Repubblica e lo ha fatto eleggere per la seconda volta, tanto che Crozza lo beffeggia chiamandolo Re Giorgio.
Vittorio Emanuele, un altro Re, fece arrestare nel '43 il Cavaliere Mussolini, facendolo accompagnare dai carabinieri alla porta, "per tutelare la sua sicurezza", si diceva.
Ora,...

Mi chiamo Giuseppe Mirtillo e ho 42 anni. La mia è una generazione di sfigati. Quando sono entrato all'università la sua qualità era scesa ai livelli della scuola superiore. E quando ero pronto per entrare nel mondo del lavoro, il lavoro se n'era andato. Il lavoro buono, intendo. Era rimasto solo il lavoro di merda. Quello che non piaceva fare agli italiani. Così dicevano politologi e politici alla televisione. E poiché eravamo convinti che il lavoro cattivo fosse una riserva per gli extracomunitari, lavoravamo in camuffa, vivevamo in camuffa, e a 37 anni dividevamo la casa con qualche altro sfigato della stessa generazione.
Ci sono state generazioni più fortunate.
I nati nel 1930, per esempio, sono stati molto fortunati. Ne sa qualcosa Umberto Eco, classe 1932.
“Noi - scrive nel 2011 - quelli nati intorno agli anni trenta, siamo stati una generazione fortunata....

Ecco i dati del PIL dell'eurozona pubblicati oggi dal Wall Street Journal. L'Italia è ancora sott'acqua, ma è in buona compagnia. Allo stesso livello si posiziona anche la Francia.

Nell'ultima decade del Novecento si magnificavano le doti del self-made man. Bastava avere un po' di intuito e un'infarinatura di ragioneria e marketing per pontificare di ROI (Return On Investment) e ROS (Return On Sales)
Con gli anni si è scoperto che oltre alla ragioneria e all'intuito (e a una dose di culo) occorreva anche lo zampino dello Stato.
Senza lo zampino dello Stato molte delle meraviglie attribuite ai vari Self-made man non esisterebbero.
Prendiamo internet. È nata nel 1969 con Arpanet, un progetto della Defence Advanced Research Projects Agency, un'agenzia dipendente dal Ministero della Difesa statunitense. Oppure prendiamo il worl wide web (le pagine web), nate nel 1991 al CERN di Ginevra, un istituto di ricerca finanziato con soldi dei governi aderenti.
Mosaic, invece, è stato il primo browser, sviluppato nel 1993 all'Università dell'...

Mentre la Spagna, l'Italia e l'Irlanda stanno sperimentando tassi di disoccupazione da Grande Depressione, la Germania, invece, si sta avvicinando alla piena occupazione. Il suo tasso di disoccupazione si appresta a scendere sotto la soglia fatidica del 5%.
Questi dati sono guardati con invidia, soprattutto da chi (la Spagna) ha un tasso di disoccupazione del 26,2% (VENTISEI %!).
Avete idea di cosa significa lasciare a casa il 26% della forza lavoro disponibile? È un disastro. Un disastroso ancora maggiore quando si pensa che essa, a breve, non ha alcuna possibilità di rientrare nel mondo del lavoro.
Ma non bisogna darsi per vinti. Una delle regole fondamentali dell'economia è la mobilità dei fattori.
Senza mobilità dei fattori non ci sarebbe libero mercato. Se il lavoratore, per esempio, non fosse libero di muoversi, ci sarebbe la schiavitù.
Per...

C'è un mio amico, Nilo Palermo, che negli anni Novanta voleva buttarsi nel ramo della marijuana. Poi considerò i costi-benefici (trade-off), e decise di aspettare tempi migliori.
Negli anni Novanta il mercato della marijuana era troppo volatile, i prezzi salivano e scendevano troppo repentinamente. Poi c'erano le esternalità negative. Se non stavi attento, potevi fumare con gli amici un intero carico.
E poi si stavano aprendo mercati più redditizi, e più sicuri, dove investire i risparmi.
Negli anni Zero decise che era ormai maturo per affrontare la borsa valori.
Ma come valutare il trade-off dei titoli?
Anche per la marijuana le cose non erano semplici. Anzitutto bisognava calcolare il rendimento atteso dell'investimento.
Se investivo un milione e mezzo di lire (c'erano ancora le lire) sulla piazza di San Luca (Calabria) per un chilo di erba...

Sarà capitato anche a voi di essere stati superati a destra. A Milano capita di frequente. Soprattutto sulle strade a tre corsie, la tangenziale, per esempio, o l'autostrada. Ma anche su molte strade urbane a tre corsie. E non solo in prossimità del semaforo, quando la linea tratteggiata diventa continua e il sorpasso a destra è ammesso. Un pirla qualsiasi vi sorpassa a destra anche quando percorrete un bel rettilineo e ascoltate spensierati alla radio Michele Zarrillo che canta Una rosa Blu. Non vi prendete un gran spavento? Io si.
Spavento a parte, il sorpasso a destra non è sempre vietato. Ci sono casi in cui è ammesso. Quando il veicolo che vi precede ha segnalato di voler svoltare a sinistra. Oppure quando il veicolo davanti manifesta l'intenzione di volersi fermare sulla sinistra su una strada a senso unico. O quando un tram circola al centro della strada (commi 7-8 dell...