Rimanere paralizzati, incapaci di alzarsi dal letto, schiacciati dalla vergogna. Oppure lasciarsi catturare dall'avversario, come nel bel libro di Carrère, e indossare l'abito che sarebbe stato il nostro, sole se le cose fossero andate per il verso giusto. Oppure cominciare a chiedere, a interrogare, a questionare, a imparare che le domande sono ganci ai quali appendiamo le nostre angosce.
È così che abbiamo trascorso gli ultimi trent'anni, a porci le domande giuste, quelle che allungano l'agonia del giorno, quelle che garantiscono la continuità del quotidiano.
È contro queste domande, contro il presente, contro i tempi moderni e tutte le rotative che ne garantiscono la continuità, che Eugenio Donnici ha scritto un libro sulla divisione del lavoro.
Che cos'è la precarietà?
Quanto tempo si è sprecato intorno a questa domanda, quante...

Quest'anno ricorre il ventennale dell'Occupazione del Teatro Polivalente (TPO). Raccontare la storia di un'occupazione non è mai facile. Ci hanno provato Pellerano/Paccosi* e Zero/Flavia Tommasini**.
La polemica non si è fatta attendere***. Si è innestata intorno alle partizioni Politica/Arte, Occupanti storici / Parvenu.
Franca Desio conosce la storia del TPO perché vi ha preso parte, e sin dalla prima ora.

SB Cosa pensi della partizione Politici / Artisti-Teatranti scoppiata dopo l'intervista Pellerano/Paccosi?

FD Nel 1988, quando arrivai per la prima volta a Bologna, fuori dall'Isola nel Kantiere (INK) c'era questa enorme scritta: FUORI LA POLITICA. La politica, all'epoca, era rappresentata dagli Autonomi del GabiaNO e del Kaos-CPT.

SB C'erano anche i collettivi.

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Se sei un cantante e raggiungi una certa notorietà ti contattano Nicola Savino e Linus per chiederti (concederti) un'intervista su radio DJ. L'effetto del contatto (oltre ad un certo benessere interiore) è una maggiore notorietà. Se sei famoso (se hai molti contatti, come si usa oggi) hai più probabilità di diventare ancora più famoso, e viceversa. Il concetto lo ha chiarito bene il cantante EmisKilla (o Emis Killa).
Come si legge su wikipedia (se sei famoso hai anche una pagina su wikipedia priva dell'avviso «Questa voce o sezione ha problemi di struttura e di organizzazione delle informazioni») Emis Killa  ha venduto oltre 215.000 copie, certificate dalla FIMI con cinque dischi di platino ed un disco d'oro. Ma il dato più importante riguarda i contatti totalizzati su YouTube, Twitter e Facebook. Si parla di oltre un milione di contatti.
Per rendersi conto dell'entità...

In cosa consista la ricerca della felicità è mostrato bene da un film di Gabriele Muccino.
Dando per scontato cosa sia una ricerca (la qualcosa non è poi così scontata) non rimane che chiedersi cosa sia la felicità.
La risposta di Muccino è sorprendente.
Ora, bisogna ricordare che Muccino è all'unanimità considerato dalla critica un regista sfigato. Uno che non pensa. Uno che riproduce le cose così come gli si presentano sotto il naso, senza la minima interpretazione, traduzione, trasfigurazione o commento. Come invece fa, per dire, Marco Tullio Giordana, il quel esprime, nel suo cinema, una certa competenza, una certa abilità di scrittura, talune qualità di piacevolezza e di buona volontà. Tutta una serie di finezze e sottigliezze latenti, insomma, delle quali il critico si impegnerebbe a svelare il senso e delle quali avrebbe il compito di indicare lo sviluppo...

Anche Habermas entra nel dibattito sulla sovranità degli stati-nazione per rispondere a tutti quelli che oggi si sono improvvisati difensori della sovranità, come Wolfgang Streeck.
Secondo Streeck imporre ai popoli europei del Nord e del Sud un super-stato europeo comporterebbe il livellamento delle loro forme di vita. Succederebbe, pressappoco, quello che è successo al meridione d'Italia per effetto della conquista e dell'annessione Piemontesi. I Savoia, scrive Streeck, hanno tentato con la forza di rendere uguale ciò che per natura era ed è rimasto diseguale.
In primo luogo, Habermas obietta che negli stati-nazione non c'è nulla di naturale. Essi si basano su una forma “altamente artificiale di «solidarietà tra estranei» generata dal costrutto giuridico dello status di cittadino. Anche in società omogenee sul piano etnico e linguistico la coscienza nazionale non ha...

L'anno scorso andava tanto di moda il tema dell'uscita dall'euro, e tutti lo sfoggiavano, come la barba lunga e coltivata quest'anno. Il tema era discusso sin da prima che l'euro diventasse una realtà. E Paul Krugman, prima ancora che si firmasse il trattato di Mastricht, avvisava dei rischi che i paesi del mediterraneo correvano. Ma questa ormai è storia.
Il tema dell'euro attizzava le fantasie di tutti. C'erano quelli che vedano nell'uscita dall'euro la salvezza, e quelli che, all'opposto, vi vedevano una catastrofe. Quelli che ritenevano che un'uscita avrebbe permesso un rilancio delle esportazioni e dell'economia, e una fine della grande disoccupazione di massa, soprattutto dei giovani, e chi, invece, riteneva che l'uscita dall'euro, la svalutazione competitiva e tutto ciò che ne sarebbe conseguito, erano solo possibilità fantasiose degne di menti creative e per nulla...

L'Italia ha un debito pubblico alto, e rischia anche di sforare la soglia del 3% del deficit. Sia il debito pubblico, sia il deficit, sono rapportati al PIL. Un modo per farli apparire più piccoli è far crescere il PIL. Ma il PIL non cresce, anzi, diminuisce, perché diminuiscono i suoi componenti, cioè i consumi e gli investimenti.
Con gli 80 euro Renzi ha provato ad intervenire sui consumi, ma i risultati non si sono visti. Non solo perché gli 80 euro sono stati assorbiti da altri tributi, ma soprattutto perché è dagli anni Ottanta che il moltiplicatore non agisce più, lo dimostra anche l'aumento, registrato in questi giorni,  dei depositi bancari. I consumi, addirittura, sono ulteriormente calati. E la battaglia è finita prima di incominciare.
In questi giorni Renzi ha iniziato un tour per le aziende italiane. Si sta concentrando sugli investimenti.
Per...

C'è inflazione se i prezzi salgono, e deflazione se i prezzi scendono.
I prezzi salgono (e scendono) per due ragioni. O perché, a parità di beni offerti e una domanda di beni stabile, aumenta l'offerta di moneta , oppure perché, a parità di offerta di moneta e una domanda di beni stabile, diminuisce l'offerta di beni. Va de se che nel caso della deflazione avviene l'esatto contrario.
Dunque, c'è deflazione se diminuisce l'offerta di moneta, se c'è un calo della domanda di beni, oppure se c'è un aumento dell'offerta di beni. Se queste tre evenienze si verificano inseme c'è sicuramente deflazione. In questo caso si può parlare di crisi conclamata.
Se, invece, si verifica uno solo di questi tre eventi è necessario che gli altri rimangano stabili, o, perlomeno, non registrino variazioni neutralizzanti del fattore che genererebbe la deflazione. Se l'offerta di moneta...

Senza denaro non c'è lavoro. Così scrive Giovanni Mazzetti nel suo ultimo libro pubblicato dal Manifesto, e dal titolo Diritto al lavoro. Beffa o Sfida?
Avvisato il lettore che questa non è una recensione, ma solo lo spunto per una  teoria generale della moneta, si può continuare con il testo di Mazzetti.
“Il denaro è il segno nel quale si rappresenta il lavoro”. Come dire che senza denaro il lavoro non si presenta. Senza denaro non c'è lavoro. “Qualsiasi mediazione sociale diversa dalla spesa in denaro è incapace di farci giungere al risultato voluto”. 51 Ovvero, la comparsa del lavoro.
Cosa permette al segno di far apparire il lavoro?
Il lavoro si presenta nella “serie nella quale ciascun termine rimanda agli altri, perché sono in una relazione reciproca, ma anche, nella quale ciascun termine preso in sé è diverso dagli altri”.
Un empirista...

Anche Metz, del dipartimento della Mosella, ha il suo Circolo della Lingua Avita (CLA), e il relativo Bollettino di Filologia dei Calabresi all'Estero.
Sull'ultimo numero è apparso il resoconto di un workshop sui nomi esotici.
Ai lavori propedeutici e al workshop hanno partecipato i professori Rocco Filippelli, Pasquale Greco, Nicola Papparella e Rosario Puglisi.
Il professor Papparella, leader del gruppo francese, e intervenuto in qualità di reporter freelance dell'omonimo bollettino nordamericano, nelle fasi preparatorie del workshop ha insistito per mettere agli atti un paper nel quale è ripreso uno statement pronunciato qualche settimana prima alla convention sulla partnerschaft franco-alemanna.
Seppure lo statement faccia riferimento al ritrovato vigore degli studi di etno-linguistica, e si dilunghi sulla querelle dei nomi che terminano in -io con i...

Parecchi miei compagni di università non si sono sposati. I più hanno scelto relazioni temporanee. Bisognerà prendersi un po' di tempo e chiedersi se la loro sia stata una vera e propria scelta, o non sia stata il frutto di circostanze, l'accettazione, più o meno consapevole, di un costume sociale ben definito, quello del Monaco Militante. Anche quelli che hanno una relazione stabile e duratura con una sola donna (la compagna) si son ben guardati (quasi tutti) dal mettere al mondo uno o più figli. Perché?
Perché tutti questi giovani gagliardi hanno, per cosi dire, scelto di non sposarsi? Di non mettere su famiglia?
La risposta pare semplice.
Volevano divertirsi il più possibile, volevano affogare nel piacere. Erano consapevoli, come Alex Portnoy di Philip Roth, che ci si annoia, che a) non si può frenare l'incendio implacabile del desiderio del nuovo, dello...

C'è questo articolo scritto da Militant eccetera, un collettivo romano di compagni (compagni - in ultima istanza, compagni), un ensemble di  vecchi e giovani baffoni, dal pedigree comunista, con un genitore, uno zio, un vicino di casa, un professore, o un nonno nel PCI, o nei fuori-usciti del PCI, o negli axtraparlamentari, o addirittura nella resistenza, o fondatore o amico, o cugino di un fondatore di un quotidiano effimero (o duraturo) della sinistra fuoriuscita. Genealogie intricate, insomma, lontane dalle nostre pacifiche storielle di vita paesana e democristiana. Questo articolo breve e sincero – la sincerità, il dire-il-vero, l'atto parresiastico, sono una costante etica del militante, una prerogativa e un imperativo morale imprescindibili – questo articolo scritto a chiare lettere, e sincero, è ripreso pari pari da Carmillaonline.com. Sottolineo pari pari, perché...

Il primo telefono FFoS apparso in Italia è stato messo in vendita l'anno scorso dalla TIM a 79 euro. FFoS sta per Firefox (quelli di Mozilla e del browser web) Operating System. Quest'estate il telefono è stato messo in svendita a 59,99 euro (+ 5 euro di traffico - costo netto del telefono 55 euro).
Si tratta di uno smartphone, un telefono intelligente, di quelli che si connettono ad internet, accedono alla posta, a whatsapp, a facebook e a twitter, e che permettono di comprare ogni ben di dio su ebay e amazon, o libri su ibs. Un vero affare! Senonché questa mattina sul sito della tim il telefono è presente e in vendita, ma non disponibile. Si saranno finalmente liberati dalle scorte.
Il fatto è che il telefono non ha ricevuto una bella accoglienza. Molte sono state le recensioni negative.
C'è da dire che i soliti criticoni non hanno nemmeno cercato di...

La Parresia è il tema dell'ultimo corso tenuto da Foucault al College de France. Da quando sono state sbobinate e pubblicate le cassette dei corsi, il tema della parresia è diventato noto ad un pubblico più vasto di quello che ha assistito dal vivo alle lezioni.
I corsi sono tradotti anche in italiano, si possono comprare in formato digitale. E siccome in tantissimi li hanno già letti non starò qui a dilungarmi.
La Parresia è il parlare franco, è dire la verità - ciò che si tiene per vero - anche a costo della vita. È dire la verità senza fronzoli, senza retorica, al limite, senza tecnica.
Tuttavia, non è sufficiente che si dica il vero per compiere un atto parresiastico. Il geometra o il grammatico, il tecnico, oppure lo scienziato, il professore e lo scrittore non sono dei parresiasti perché insegnano o hanno a che fare con la verità in cui credono. “Affinché...

I milanesi hanno qualche problema con le rotonde. È un fatto risaputo. Ne hanno parlato anche alla televisione. Prima della ventata riformatrice, la quale ha obbligato i sindaci della città metropolitana e dei centri conurbati ad uniformarsi alla nuova moda rotondista, prima di questa ventata, le cose, a Milano, andavano in tutt'altra maniera. E anche le rotonde sottostavano, se non ad un tiro, perlomeno ad una regola ambrosiana. Così come accadeva, e accade tutt'oggi, per il Carnevale e per le procedure tecniche del palazzo di giustizia.
La regola era questa. Essendo Milano provvista di numerose e larghe piazze, vanto europeista dei trascorsi para-haussmaniani e napoleonici, ed essendo queste piazze attraversate per lo più da due strade  di diversa importanza, tanto da realizzare, per chi nella piazza vi sostava permanentemente come un'installazione equestre, un quadrivio. Ma...

In Italia non cambierà niente che non sia stato deciso altrove. La possibilità che ci è stata data in queste elezioni è di votare per un Europa a trazione tedesca, oppure per un Europa a trazione Americana. L'Italia ha già deciso da mesi con chi stare. Quando Renzi e Napolitano hanno incontrato Obama stringendo un patto con lui, lo ha fatto anche l'opposizione.
Grillo e Casaleggio entrano ed escono dalle ambasciate Americane ed Inglesi, mantenendo sull'Europa una posizione apertamente anti-tedesca. Come si è visto bene a Kiev, in tutta Europa i gruppi fascisti al soldo degli americani hanno una sola funzione: mettere in difficoltà la Germania.
I tedeschi sono i primi a temere la chiusura dei rubinetti del gas russo perché le loro industrie dovrebbero cercare in breve tempo grandi quantità di energia in altri luoghi.
Alcuni fatti recenti sono segnali di questo...

Perito termotecnico, di umile estrazione, fuoricorso di scienze politiche a Padova (dove ha insegnato Toni Negri). Gli unici esami – dice - li ho sostenuti durante le occupazioni dell'università.
Nel 1996, in giacca e cravatta (in prestito) entra in TV come consulente di Livia Turco, ministro della Solidarietà Sociale. Porta ancora l'orecchino, come gli arzilli compagnoni del defunto coordinamento aut-op anti-imperialista anti-militarista.
Nel 1999 si candida alla carica di sindaco di Padova.
Davvero crede di poter vivere di pane e politica? - Chiedono i detrattori.
Poi smette la giacca e la cravatta e ritorna ad indossare la t-shirt antagonista delle Tute bianche, dei disobbedienti, e diventa protagonista delle lotte anti-globalizzazione del G8. Si riappropria del fascino e dell'abito dei vecchi baffoni aut-op.
Il flirt con la politica seria,...

A cavallo tra il XX e il XXI secolo Alain Badiou tiene delle lezioni che poi pubblica in un libro. In queste lezioni parla di tante cose, del secolo che sta per finire, del secolo che lo ha preceduto, del romanticismo, del comunismo, dello stalinismo, e di Lacan.
Lacan è citato ogni tre righe, e se non si ha un'infarinatura della sua barocca terminologia, non c'è verso di capire sino in fondo le argomentazioni di Badiou (come quelle di qualsiasi altro filosofo o libero pensatore – Žižek – che faccia uso della neo-psicanalisi lacaniana).
Il poco tempo che rimane dopo aver atteso a tutte le incombenze del vivere (lavorare, fare la spesa, lavare i piatti, e pagare le bollette), non basta nemmeno per leggere lo 0,01% degli autori (quelli importanti) che mi piacerebbe leggere. E dunque, Lacan deve attendere tempi migliori.
Data questa deficienza, alcune argomentazioni...

Alan è un dirigente d'azienda USA, padre divorziato di una ragazza iscritta ad un college costoso. Ha iniziato la carriera come venditore porta a porta. Poi è entrato in un'azienda di biciclette, ha salito tutti i gradini, e ha iniziato a occuparsi di strategie, di produzione, di competitività, di qualità, di riduzione di costi e, infine, di delocalizzazione.
È la storia di un uomo sorpreso, nel mezzo dei suoi 50 anni, dalla bolla della speculazione edilizia. È la storia di un uomo che scopre, a tempo scaduto, che la promessa americana di prosperità e ricchezza non è stata mantenuta.
La produzione fa il giro del mondo, si ferma dove trova le condizioni migliori. Ma non si ferma per sempre. La concorrenza tra le aree vuole che il processo sia inarrestabile (e sempre più rapido). Ci vollero più di 350 anni affinché il capitalismo, nato in Italia, si spostasse in Olanda,...

Viviamo in uno Stato Cattolico. Prima di essere Socialisti o Liberali, siamo Cattolici.
Il sentimento cristiano, nei cittadini, è più forte di qualsiasi convinzione politica.
La Costituzione, l'amata Costituzione, che si vuole, costi quel che costi, rendere immune ad ogni mutamento, è intrisa di sano Cattolicesimo. Lo è nei Principi fondamentali, all'articolo 3; nel titolo III, Rapporti Economici, all'articolo 36; e ancora, sempre nei Rapporti Economici, all'articolo 41.
In questi importanti articoli si definisce l'unità di misura delle relazioni tra i cittadini, tra il lavoro, l'impresa e la remunerazione. Si dice, insomma, come debba essere, e funzionare, l'ordine sociale, e quale criterio assumere come discrimine di una vita civile.
Questo criterio è la dignità.
Ciò a cui i cittadini debbono mirare, e commisurare i propri sforzi, la barriere che...