Da qualche tempo non appena apri una pagina web escono fuori le MILF. I post con MILF appaiono soprattutto su Facebook. Siccome questo social profila gli utenti, mi è sorto il dubbio che le apparizioni riguardino solo me.
Appaiono anche a vuoi gli annunci di MILF?
Le MILF, come si può leggere su dilei.it, sono donne di una certa età che possiedono determinati requisiti.
Quali siano i requisiti lo si capisce aprendo le pagine di “Video Porno di MILF su AMAPORN”, “Porno @ CuloNudo.com” - ce ne sono davvero tante, segno che il tema tira molto.
Negli ultimi anni – si legge ancora su dilei.it -, con l’emancipazione del sesso femminile e la tendenza a mantenere il corpo giovane e in forma, le donne riescono a essere bellissime anche con l’avanzare degli anni. E se fino a poco...

 

Michel de Montaigne, uno dei più grandi eruditi del Rinascimento, nella biblioteca del suo castello a Saint-Michel-de-Montaigne, aveva raccolto non più di un migliaio di libri.
Tra il 1452 e il 1455 Gutemberg stampava la sua Bibbia, la meccanizzazione della cultura aveva inizio.
Prima di Gutemberg il libro doveva essere scritto a mano. Riprodurre una copia richiedeva lo stesso tempo impiegato per realizzare l'originale. Grazie alla macchina di Gutemberg, ogni copia successiva alla prima, richiedeva, per assere stampata, un tempo di gran lunga inferiore. La produttività era notevolmente aumentata.
Prima dell'avvento della stampa, ad avere accesso al sapere e alla cultura, era solo una minoranza di straricchi, di persone, insomma, in grado di pagare un amanuense. Dopo Gutemberg la cultura è diventata accessibile ad un maggior numero di persone....

 

 

Il Manifesto del Nuovo Realismo di Maurizio Ferraris è un piccolo trattato di Politica. È uno di quei libri da tenere sul comodino, come il vocabolario. Ogni politologo dovrebbe averne una copia, e leggerla e rileggerla di tanto in tanto. Anche perché il libretto arriva al dunque senza troppi giri di parole.
Il tema centrale, nonostante il titolo, non è la realtà, o il realismo. Il tema centrale è la Resistenza, la Resistenza che il Potere incontra e non può che incontrare sul proprio cammino.
È veramente curioso che proprio adesso, in un momento in cui si chiede alla politica di sollevare la testa, e rendersi autonoma o sovrana rispetto ad altre forze o tendenze, arrivi questo libretto sulla Resistenza.
La tesi del Libretto è chiara, senza Resistenza ci sarebbe l'immobilismo. Se la Volontà Politica non incontrasse alcuna Resistenza, e...

Tra i modelli di business non ancora passati di moda ci sono, tra gli altri, a) La Grande Fabbrica, b) Il Distretto, c) L’impresa a rete.
Esempi di Grande Fabbrica sono La Banca e La Scuola.
La Banca ha un modello di business tradizionale, ci sono le filiali sparse per il territorio, e poi c’è la sede centrale che controlla tutto, verticalmente. Questo modello è attaccato da più parti. Ci sono le economie di scala. Ci sono le innovazioni tecnologiche. Soprattutto, c’è la concorrenza di modelli che hanno una differente organizzazione. La mente va a PayPall, ma soprattutto a bitCoin.
Anche la scuola è un modello di Business verticale. Ci sono le classi e i comprensori, ci sono gli insegnanti e i presidi, i bidelli e gli assistenti, e poi c’è il ministero che controlla tutto. Anche la scuola ha i suoi rivali, che non sono le scuole paritarie o le scuole private. E...

Tra dicembre del 1989 e marzo del 1990 la quasi totalità delle università italiane furono occupate per impedire l'approvazione di un disegno di legge (legge Ruberti) che prevedeva l’ingresso dei privati nel finanziamento e nella gestione degli atenei. In uno striscione portato in corteo per le strade di Bologna, e rimasto alle cronache grazie ad una bella foto di Luciano Nadalini, si può leggere uno degli slogan più riusciti: Privatizzare è prima di tutto privare.
Si avvicina il ventisettesimo anniversario, per l’occasione ho intervistato Giuseppe Greco, un protagonista degli occupanti bolognesi.
Giuseppe abita a Pietrapaola, e gestisce un piccolo stabilimento balneare semi-abusivo. Per telefono  ha rilasciato una breve intervista.

PSR – Ciao Giuseppe, la stagione balneare è quasi alla fine. Qui al nord il caldo insiste, e...

Il piccolo libricino che presenta la trascrizione di una conferenza tenuta a Montreuil a dei bambini, scritto da Jean-Luc Nancy nel 2008, si chiude col ricordo della morte di André Gorz e della moglie.
Il libro è dedicato all’amore.
L’amore è assoluto – scrive Nancy.
Cosa vuol dire?
Vuol dire che l’amore non ha limiti. Se avesse limiti, se ci fosse qualcosa a limitarlo, a condizionarlo, a indirizzarlo, anche solo a suscitarlo o ad arricchirlo, non sarebbe vero amore.
Se dicessi ti amo un po’, ti amo tanto, o ti amo tantissimo, non si tratterebbe di amore. Se amassi i tuoi capelli, il tuo viso, tutto il tuo corpo, o il tuo carattere, la tua personalità, se ti amassi perché sei simpatico, perché fai ridire, perché ti muovi bene, perché sei alla moda, perché sei bravo, perché sei potente, perché sei ricco, perché sei un genio, perché...

Focus economia è una trasmissione condotta da Sebastiano Barisoni, va in onda tutti i giorni su radio24. Come altre due-tre trasmissioni, in onda nelle ore di maggior ascolto, si occupa di temi di stretta attualità. E lo fa con uno stile e un ardore e un lessico senza freni inibitori. Quando c’è da andare duro non si risparmiano parolacce e vaffanculo. A dire il vero, Barisoni, tra i conduttori di punta di radio24 (tra i quali spicca anche Cruciani) è il più compito, il più tranquillo, e tira in mezzo il cazzo giusto quando veramente si è rotto i coglioni.
Ultimamente ha preso di mira le banche. Anzi, i banchieri. E ci va giù duro. Soprattutto con due banche venete, colpevoli di non avere mantenuto le promesse, e di aver fatto perdere agli investitori (i soliti piccoli risparmiatori) un ammontare complessivo di circa 11 miliardi.
Nel caso della Popolare di Vicenza, gli...

“COPYRIGHT VS COMMUNITY”. CONFERENZA DI RICHARD STALLMAN SABATO 28 MAGGIO, ORE 15 - CAMERA DEL LAVORO DI MONZA, VIA PREMUDA 17

 

CGIL Lombardia, CGIL Monza e Brianza e Fiom Monza e Brianza organizzano un incontro con Richard Stallman, fondatore del Movimento del Software libero e del Progetto GNU, il quale terrà una conferenza dal titolo: “Copyright vs community” sabato 28 maggio dalle 15 presso la camera del Lavoro di Monza, in Via Premuda 17.
Il progetto GNU, lanciato nel settembre del 1983, ha mostrato come si possa efficacemente contrastare lo strapotere delle grandi multinazionali del software.
Il movimento per il software libero si batte per dare agli utenti di sistemi informatici la libertà di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software.
Stallman ha promosso un metodo di collaborazione...

Filippo Violi
Cronache da un campo di battaglia
imprimatur, su ibs.it

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La provincia è un ente territoriale di rilevanza costituzionale. Insieme alle regioni, ai comuni, alle città metropolitane, alle università, alle scuole, alle caserme, agli ospedali, ai tribunali, alla corte costituzionale, alle sedi periferiche dell'agenzia delle entrate, ai sistemi siatel, entratel, sogei, isee, imu, tari, allo stato civile, all'albo pretorio (l'elenco è lungo), forma lo Stato.
Lo Stato non è la somma di tutti gli enti territoriali. Un insieme di province non è sufficiente per formare uno Stato. E secondo alcuni, non è neanche necessario. Potrebbero darsi Stati senza provincie, e persino Stati senza territorio. Le vicende palestinesi, sin dalla costituzione dell'OLP, ne sono un esempio.
Che cos'è allora lo Stato?
Internet...

La proposta di un reddito di cittadinanza (basic income) nasce da un'idea di giustizia, sostenuta da una teoria economica solida.
Semplificando si può riassumere questa teoria in 5 punti:

1 – sproporzione smisurata tra lavoro vivo e lavoro morto;
2 – irrilevanza del lavoro come misura del valore;
3 – disgregazione del confine che separava il lavoro produttivo dal lavoro improduttivo;
4 – nascita della fabbrica diffusa;
5 – partecipazione generalizzata di tutta la collettività alla produzione della ricchezza.

Insomma, secondo questa teoria, partecipiamo alla produzione non solo quando siamo seduti ad una scrivania, o quando programmiamo un tornio a controllo numerico, ma vi partecipiamo anche quando assistiamo i genitori e i figli malati, quando piantiamo dei fiori nel giardino o...

Danilo Masotti è un profilo facebook. È energia pura, sprigionata da un terminale remoto, elaborata da un server-robot, e riprodotta da un altro terminale, il mio. L'energia non se ne va in giro da sola. Ha sempre bisogno di un ospite che la faccia diventare vera. L'ospite, in questo caso, è fatto di plastica, silicio e cristalli liquidi.
È questa ferraglia che ogni tanto mi parla e racconta le prese di posizione di Danilo Masotti.
Danilo Masotti non elabora un pensiero originale. D'altronde, dopo Nietzsche, Deleuze, dopo il formalismo, lo strutturalismo e compagnia bella, parlare di origine è diventato un vero tabù. Non c'è inizio, non c'è origine.
L'inizio delle cose, se è ancora lecito usare questa parola, è sempre rinviato, e non è rinviato nel tempo, ma è rinviato nello spazio, presso un'altra sede, la quale, temporaneamente (qui si...

Rimanere paralizzati, incapaci di alzarsi dal letto, schiacciati dalla vergogna. Oppure lasciarsi catturare dall'avversario, come nel bel libro di Carrère, e indossare l'abito che sarebbe stato il nostro, sole se le cose fossero andate per il verso giusto. Oppure cominciare a chiedere, a interrogare, a questionare, a imparare che le domande sono ganci ai quali appendiamo le nostre angosce.
È così che abbiamo trascorso gli ultimi trent'anni, a porci le domande giuste, quelle che allungano l'agonia del giorno, quelle che garantiscono la continuità del quotidiano.
È contro queste domande, contro il presente, contro i tempi moderni e tutte le rotative che ne garantiscono la continuità, che Eugenio Donnici ha scritto un libro sulla divisione del lavoro.
Che cos'è la precarietà?
Quanto tempo si è sprecato intorno a questa domanda, quante...

Quest'anno ricorre il ventennale dell'Occupazione del Teatro Polivalente (TPO). Raccontare la storia di un'occupazione non è mai facile. Ci hanno provato Pellerano/Paccosi* e Zero/Flavia Tommasini**.
La polemica non si è fatta attendere***. Si è innestata intorno alle partizioni Politica/Arte, Occupanti storici / Parvenu.
Franca Desio conosce la storia del TPO perché vi ha preso parte, e sin dalla prima ora.

SB Cosa pensi della partizione Politici / Artisti-Teatranti scoppiata dopo l'intervista Pellerano/Paccosi?

FD Nel 1988, quando arrivai per la prima volta a Bologna, fuori dall'Isola nel Kantiere (INK) c'era questa enorme scritta: FUORI LA POLITICA. La politica, all'epoca, era rappresentata dagli Autonomi del GabiaNO e del Kaos-CPT.

SB C'erano anche i collettivi.

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Se sei un cantante e raggiungi una certa notorietà ti contattano Nicola Savino e Linus per chiederti (concederti) un'intervista su radio DJ. L'effetto del contatto (oltre ad un certo benessere interiore) è una maggiore notorietà. Se sei famoso (se hai molti contatti, come si usa oggi) hai più probabilità di diventare ancora più famoso, e viceversa. Il concetto lo ha chiarito bene il cantante EmisKilla (o Emis Killa).
Come si legge su wikipedia (se sei famoso hai anche una pagina su wikipedia priva dell'avviso «Questa voce o sezione ha problemi di struttura e di organizzazione delle informazioni») Emis Killa  ha venduto oltre 215.000 copie, certificate dalla FIMI con cinque dischi di platino ed un disco d'oro. Ma il dato più importante riguarda i contatti totalizzati su YouTube, Twitter e Facebook. Si parla di oltre un milione di contatti.
Per rendersi conto dell'entità...

In cosa consista la ricerca della felicità è mostrato bene da un film di Gabriele Muccino.
Dando per scontato cosa sia una ricerca (la qualcosa non è poi così scontata) non rimane che chiedersi cosa sia la felicità.
La risposta di Muccino è sorprendente.
Ora, bisogna ricordare che Muccino è all'unanimità considerato dalla critica un regista sfigato. Uno che non pensa. Uno che riproduce le cose così come gli si presentano sotto il naso, senza la minima interpretazione, traduzione, trasfigurazione o commento. Come invece fa, per dire, Marco Tullio Giordana, il quel esprime, nel suo cinema, una certa competenza, una certa abilità di scrittura, talune qualità di piacevolezza e di buona volontà. Tutta una serie di finezze e sottigliezze latenti, insomma, delle quali il critico si impegnerebbe a svelare il senso e delle quali avrebbe il compito di indicare lo sviluppo...

Anche Habermas entra nel dibattito sulla sovranità degli stati-nazione per rispondere a tutti quelli che oggi si sono improvvisati difensori della sovranità, come Wolfgang Streeck.
Secondo Streeck imporre ai popoli europei del Nord e del Sud un super-stato europeo comporterebbe il livellamento delle loro forme di vita. Succederebbe, pressappoco, quello che è successo al meridione d'Italia per effetto della conquista e dell'annessione Piemontesi. I Savoia, scrive Streeck, hanno tentato con la forza di rendere uguale ciò che per natura era ed è rimasto diseguale.
In primo luogo, Habermas obietta che negli stati-nazione non c'è nulla di naturale. Essi si basano su una forma “altamente artificiale di «solidarietà tra estranei» generata dal costrutto giuridico dello status di cittadino. Anche in società omogenee sul piano etnico e linguistico la coscienza nazionale non ha...

L'anno scorso andava tanto di moda il tema dell'uscita dall'euro, e tutti lo sfoggiavano, come la barba lunga e coltivata quest'anno. Il tema era discusso sin da prima che l'euro diventasse una realtà. E Paul Krugman, prima ancora che si firmasse il trattato di Mastricht, avvisava dei rischi che i paesi del mediterraneo correvano. Ma questa ormai è storia.
Il tema dell'euro attizzava le fantasie di tutti. C'erano quelli che vedano nell'uscita dall'euro la salvezza, e quelli che, all'opposto, vi vedevano una catastrofe. Quelli che ritenevano che un'uscita avrebbe permesso un rilancio delle esportazioni e dell'economia, e una fine della grande disoccupazione di massa, soprattutto dei giovani, e chi, invece, riteneva che l'uscita dall'euro, la svalutazione competitiva e tutto ciò che ne sarebbe conseguito, erano solo possibilità fantasiose degne di menti creative e per nulla...

L'Italia ha un debito pubblico alto, e rischia anche di sforare la soglia del 3% del deficit. Sia il debito pubblico, sia il deficit, sono rapportati al PIL. Un modo per farli apparire più piccoli è far crescere il PIL. Ma il PIL non cresce, anzi, diminuisce, perché diminuiscono i suoi componenti, cioè i consumi e gli investimenti.
Con gli 80 euro Renzi ha provato ad intervenire sui consumi, ma i risultati non si sono visti. Non solo perché gli 80 euro sono stati assorbiti da altri tributi, ma soprattutto perché è dagli anni Ottanta che il moltiplicatore non agisce più, lo dimostra anche l'aumento, registrato in questi giorni,  dei depositi bancari. I consumi, addirittura, sono ulteriormente calati. E la battaglia è finita prima di incominciare.
In questi giorni Renzi ha iniziato un tour per le aziende italiane. Si sta concentrando sugli investimenti.
Per...

C'è inflazione se i prezzi salgono, e deflazione se i prezzi scendono.
I prezzi salgono (e scendono) per due ragioni. O perché, a parità di beni offerti e una domanda di beni stabile, aumenta l'offerta di moneta , oppure perché, a parità di offerta di moneta e una domanda di beni stabile, diminuisce l'offerta di beni. Va de se che nel caso della deflazione avviene l'esatto contrario.
Dunque, c'è deflazione se diminuisce l'offerta di moneta, se c'è un calo della domanda di beni, oppure se c'è un aumento dell'offerta di beni. Se queste tre evenienze si verificano inseme c'è sicuramente deflazione. In questo caso si può parlare di crisi conclamata.
Se, invece, si verifica uno solo di questi tre eventi è necessario che gli altri rimangano stabili, o, perlomeno, non registrino variazioni neutralizzanti del fattore che genererebbe la deflazione. Se l'offerta di moneta...

Senza denaro non c'è lavoro. Così scrive Giovanni Mazzetti nel suo ultimo libro pubblicato dal Manifesto, e dal titolo Diritto al lavoro. Beffa o Sfida?
Avvisato il lettore che questa non è una recensione, ma solo lo spunto per una  teoria generale della moneta, si può continuare con il testo di Mazzetti.
“Il denaro è il segno nel quale si rappresenta il lavoro”. Come dire che senza denaro il lavoro non si presenta. Senza denaro non c'è lavoro. “Qualsiasi mediazione sociale diversa dalla spesa in denaro è incapace di farci giungere al risultato voluto”. 51 Ovvero, la comparsa del lavoro.
Cosa permette al segno di far apparire il lavoro?
Il lavoro si presenta nella “serie nella quale ciascun termine rimanda agli altri, perché sono in una relazione reciproca, ma anche, nella quale ciascun termine preso in sé è diverso dagli altri”.
Un empirista...