bologna

La dittatura dell'opinione

A cavallo tra il XX e il XXI secolo Alain Badiou tiene delle lezioni che poi pubblica in un libro. In queste lezioni parla di tante cose, del secolo che sta per finire, del secolo che lo ha preceduto, del romanticismo, del comunismo, dello stalinismo, e di Lacan.
Lacan è citato ogni tre righe, e se non si ha un'infarinatura della sua barocca terminologia, non c'è verso di capire sino in fondo le argomentazioni di Badiou (come quelle di qualsiasi altro filosofo o libero pensatore – Žižek – che faccia uso della neo-psicanalisi lacaniana).

Il paese che non c'è

Il paese che non c'è
dove le maschere della commedia
governano e si oppongono
con ventimila morti sotto i mari
dove i registi cadono dal cielo.
Il paese che non c'è
dove la storia non ha memoria
ed ognuno racconta quella che gli conviene
dove chi ha fatto è nella polvere
e chi non ha fatto è sugli altari.
Il paese che non c'è
dove l'invasore innova
e chi ci nasce resiste
dove gli inventori scappano via
e i mediocri vivono.
Il paese che non c'è
dove i confini sono enormi

Nati Storti

Ogni giorno scegliamo
tra miserie
tra rottami
tra equivoci
nella speranza di trovare
un bagliore
chiamato
senso
radiamo al suolo
ogni idea
ogni stella
ogni pensiero
per mediare
un grammo di caloria
oro di pietra
oro di sabbia
oro di terra
i nostri orologi
eternamente fermi
a mezzanotte
eternamente dormienti
non siamo nati
per vivere
ma per litigare
dieci passi di territorio
rubando sogni
alla luna assassina.

Bologna come Uruk

orig. pub. Ven, 01/06/2012 - 20:48
La città di Bologna, sede della più antica università del mondo, città di mercanti e città di viandanti da sempre, ha perso la sua missione, da molto tempo. La sua decadenza è iniziata con la ristrutturazione della cittadella universitaria, avviata nel 1990.