La lezione politica di Andy Warhol

 

Michel de Montaigne, uno dei più grandi eruditi del Rinascimento, nella biblioteca del suo castello a Saint-Michel-de-Montaigne, aveva raccolto non più di un migliaio di libri.
Tra il 1452 e il 1455 Gutemberg stampava la sua Bibbia, la meccanizzazione della cultura aveva inizio.
Prima di Gutemberg il libro doveva essere scritto a mano. Riprodurre una copia richiedeva lo stesso tempo impiegato per realizzare l'originale. Grazie alla macchina di Gutemberg, ogni copia successiva alla prima, richiedeva, per assere stampata, un tempo di gran lunga inferiore. La produttività era notevolmente aumentata.
Prima dell'avvento della stampa, ad avere accesso al sapere e alla cultura, era solo una minoranza di straricchi, di persone, insomma, in grado di pagare un amanuense. Dopo Gutemberg la cultura è diventata accessibile ad un maggior numero di persone.
Con i progressi della tecnica, con la litografia, la composizione computerizzata della pagina, e gli e-book, la produttività è schizzata alle stelle.
Con le tecniche di oggi (e-book), realizzare una copia dell'intera biblioteca di Montaigne richiede una frazione di secondo.
Che meraviglia!
Che c'entra tutto ciò con Andy Worhol?
Andy Warhol, stimato apologeta del neo-capitalismo, ha intuito, come altri prima di lui, l'impatto della tecnica sulla politica. Ma Andy Warhol, a differenza di altri che lo avevano preceduto, esprime questa sua intuizione in modo elegante, semplice e potente: «In the future, everyone will be world-famous for 15 minutes».
In futuro ognuno sarà famoso nel mondo per 15 minuti.
Questa sentenza ha una forte carica democratica.
Come tante altre sentenze di Andy Warhol, anche questa celebra ed elogia il neo-capitalismo e la spinta democratica ad esso connessa. Le macchine introducono la democrazia.
Per lo più questa sentenza è stata interpretata come una possibilità, garantita a tutti, di accedere alla notorietà. Di vedere, cioè, riprodotta in milioni (o miliardi) di copie la propria voce, la propria immagine, la propria parola.
In passato, questo privilegio era consentito a pochi. Vedere riprodotta la propria parola, o chiedere di avere una riproduzione della parola altrui, era davvero un privilegio che solo pochi tra i più ricchi potevano permettersi.
Il fascino dello scrittore o del cantante era tutto qui.
Il potere di far riprodurre 100 milioni di volte la propria voce, come Michael Jackson, o riprodurre miliardi di volte il proprio gesto atletico, come Messisi, significava avere accesso ad un potere da capitalizzare e far valere contro gli altri, capitalizzando miliardi di introiti. Questo modo di fare soldi non ha nulla a che vedere con le regole del vechcio capitalismo.
Oggi, tutti (o quasi) possono (legalmente o meno) avere sul proprio e-book readers una biblioteca pari, o superiore, a quella di Montaigne.
C'è una sottile lezione di scienza politica nella sentenza di Warhol, che spesso sfugge ai commentatori. Una sottigliezza, peraltro, ribadita in altre sentenze. Come in questa: “Il presidente degli Stati Uniti non può bere una coca più buona della mia”.
Cosa vuol dire?
Vuol dire che una copia è uguale all'originale. E non c'è potere che possa ordinare una copia migliore della mia. Davanti alla tecnologia (all'eterno ritorno del medesimo) non c'è potere che tenga.
Il potere è contestato della tecnologia. Il potere finisce dove inizia la riproduzione tecnica.
La rabbia di chi, senza potere, si scaglia contro la tecnocrazia, è, prima di tutto, una rabbia contro la tecnologia.
Oggi a scagliarsi contro la tecnocrazia sono i trombati della vecchia politica, sono i principi del foro meridionali, i medici condotti, la piccola borghesiuccia impiegatizia, i collegi docenti, i poeti di campagna, i sognatori della domenica, sono i presidenti di Stati potenti come gli USA, quando vedono l'aura sovrana che li avvolge migrare verso i sondaggi di opinione, la statistica, il gusto e il tiramento dell'elettorato passivo.
Di questa rabbia Worhol non voleva saperne.
Ma sulla democrazia, sul potere che ha la tecnica di togliere potere a gente come Messi, Michael Jackson, Ronald Reagan e compagnia bella, la sapeva lunga.
Ognuno oggi può avere il suo show di 15 minuti, non solo il Presidente.
La riproducibilità tecnica inflaziona il potere della parola e dell'immagine, depotenzia chi con la parola e con l'immagina aveva accumulato potere e risorse.
La tecnica restituisce potere alla parola, e lo toglie a chi la profferisce.

 

fonte immmagine wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/File:Andy_Warhol_by_Jack_Mitchell.jpg

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