Economia

FlixBus, e via

Tra i modelli di business non ancora passati di moda ci sono, tra gli altri, a) La Grande Fabbrica, b) Il Distretto, c) L’impresa a rete.
Esempi di Grande Fabbrica sono La Banca e La Scuola.
La Banca ha un modello di business tradizionale, ci sono le filiali sparse per il territorio, e poi c’è la sede centrale che controlla tutto, verticalmente. Questo modello è attaccato da più parti. Ci sono le economie di scala. Ci sono le innovazioni tecnologiche. Soprattutto, c’è la concorrenza di modelli che hanno una differente organizzazione. La mente va a PayPall, ma soprattutto a bitCoin.

Senza lavoro e senza reddito

La proposta di un reddito di cittadinanza (basic income) nasce da un'idea di giustizia, sostenuta da una teoria economica solida.
Semplificando si può riassumere questa teoria in 5 punti:

1 – sproporzione smisurata tra lavoro vivo e lavoro morto;
2 – irrilevanza del lavoro come misura del valore;
3 – disgregazione del confine che separava il lavoro produttivo dal lavoro improduttivo;
4 – nascita della fabbrica diffusa;
5 – partecipazione generalizzata di tutta la collettività alla produzione della ricchezza.

Eugenio Donnici: Against the day.

Rimanere paralizzati, incapaci di alzarsi dal letto, schiacciati dalla vergogna. Oppure lasciarsi catturare dall'avversario, come nel bel libro di Carrère, e indossare l'abito che sarebbe stato il nostro, sole se le cose fossero andate per il verso giusto. Oppure cominciare a chiedere, a interrogare, a questionare, a imparare che le domande sono ganci ai quali appendiamo le nostre angosce.
È così che abbiamo trascorso gli ultimi trent'anni, a porci le domande giuste, quelle che allungano l'agonia del giorno, quelle che garantiscono la continuità del quotidiano.
È contro queste domande, contro il presente, contro i tempi moderni e tutte le rotative che ne garantiscono la continuità, che Eugenio Donnici ha scritto un libro sulla divisione del lavoro.
Che cos'è la precarietà?

Non desiderare la villa del vicino. George Saunders, X dicembre.

Viviamo in uno Stato Cattolico. Prima di essere Socialisti o Liberali, siamo Cattolici.
Il sentimento cristiano, nei cittadini, è più forte di qualsiasi convinzione politica.
La Costituzione, l'amata Costituzione, che si vuole, costi quel che costi, rendere immune ad ogni mutamento, è intrisa di sano Cattolicesimo. Lo è nei Principi fondamentali, all'articolo 3; nel titolo III, Rapporti Economici, all'articolo 36; e ancora, sempre nei Rapporti Economici, all'articolo 41.
In questi importanti articoli si definisce l'unità di misura delle relazioni tra i cittadini, tra il lavoro, l'impresa e la remunerazione. Si dice, insomma, come debba essere, e funzionare, l'ordine sociale, e quale criterio assumere come discrimine di una vita civile.
Questo criterio è la dignità.
Ciò a cui i cittadini debbono mirare, e commisurare i propri sforzi, la barriere che non debbono superare, è la dignità.
Ma che cos'è la dignità?

Oh, nemici, non ci sono più nemici!

Tra i casi clinici ci sono quelli di due-tre amici (oh, amici, non ci sono più amici!). E quando parlo di casi clinici non lo faccio tanto per dire, o per spararla grossa, eccetera. Parlo sul serio. Questi miei amici (dove siete finiti, amici?) a scadenze fisse (sedute) li puoi trovare stesi sul letto dell'analista.
Ad averli stesi è stata la politica.
Questi amici hanno un'unica passione, sono amici della politica. E per la politica possono anche morire.
Ma la morte non sopraggiunge a richiesta.

Se esporti e esporti, e ti incaponisci nell'export, prima o poi andrai in rovina

In un'economia chiusa, autarchica, non aperta agli scambi con l'estero, tutti i beni e i servizi prodotti in un anno non acquistati dallo Stato o dai cittadini devono essere impiegati dalle imprese per produrre nuovi impianti e attrezzature, o essere accumulati come scorte. Le scorte, strano a dirsi, sono considerate come investimenti.
Alla fine della fiera, l'identità contabile di ciò che viene prodotto, consumato o investito si può esprimere così: Pil=C+I+G. Il PIL è uguale al consumo + gli investimenti + la spesa pubblica.
In un'economia aperta agli scambi con l'estero, ai beni e servizi prodotti e consumati o investiti all'interno, si sommano quelli esteri. In questo caso l'identità contabile si esprime con questa equazione: Pil=C+I+S+X-M. Il PIL è uguale al consumo + gli investimenti + la spesa pubblica + le esportazioni – le importazioni.

Capital Asset Pricing Model (CAPM) e Trade-Off nel Mercato della Marijuana

C'è un mio amico, Nilo Palermo, che negli anni Novanta voleva buttarsi nel ramo della marijuana. Poi considerò i costi-benefici (trade-off), e decise di aspettare tempi migliori.
Negli anni Novanta il mercato della marijuana era troppo volatile, i prezzi salivano e scendevano troppo repentinamente. Poi c'erano le esternalità negative. Se non stavi attento, potevi fumare con gli amici un intero carico.
E poi si stavano aprendo mercati più redditizi, e più sicuri, dove investire i risparmi.
Negli anni Zero decise che era ormai maturo per affrontare la borsa valori.
Ma come valutare il trade-off dei titoli?
Anche per la marijuana le cose non erano semplici. Anzitutto bisognava calcolare il rendimento atteso dell'investimento.