Il giorno 24 novembre 2018 alle ore 10.30, nella biblioteca di Veduggio con Colzano, si è riunita la Redazione del Bollettino Filologico dei Bocchiglieresi Nativi Emigrati (Bofibo) composta da:   Prof. Saverio Benevento Prof. Antonio Greco Prof. Rocco Rizzuti Prof. Enrico Antonio Scigliano Prof. Giuseppe Pugliese Prof.ssa Mirna Spatafora-Papparella
Presieduta dal Prof. Rocco Rizzuti la Redazione ha delegato la Prof.ssa Mirna Spatafora-Papparella alla stesura del Verbale della seduta. Preposto alla valutazione comparativa dei lessemi e delle rispettive forme flessionali è stato designato all'unanimità il Prof. Rocco Rizzuti.
Assolte le formalità di rito il Prof. Scigliano ha illustrato ai Colleghi l’anfibolia del motto idiomatico sottoposto al vaglio della Redazione da un campione consistente di lettori del Bollettino.
Accettata la...

Nel numero di ieri di D – la Repubblica delle donne – Umberto Galimberti (filosofo, sociologo e accademico italiano, anche giornalista di Repubblica, psicanalista e professore universitario tuttologo, allievo di Severino – wikipedia), dice che il corpo della donna è fatto per un altro. Di conseguenza anche la sua psiche è orientata ad altro, per esempio alla cura. Non alla cura di sé (non sia mai!, e Virginia Woolf bestemmia in Una stanza tutta per sé), ma alla cura dell’altro, anche se l’altro è il bambino che si piscia e il vecchio che si caca.
Per nulla presa da se stessa, la donna non si manifesta tale e quale all’uomo, la natura glielo inibisce, visto il vincolo corporeo.
L'uomo bada alla cura quando gli porta guadagno, la donna è altruista per grazia ricevuta.
La donna è legata al corpo, è materica, dice Galimberti, e in più è gravata e pregna, non si...

Le scelte che guidano le nostre azioni non sono meno importanti delle azioni stesse, se non riusciamo ad agire, se i nostri pensieri sono bloccati, è molto probabile che vi siano difficoltà nell’effettuare le scelte.
Senonché, la scelta di proporre l’opera di J. Bruner è collegata all’esperienza che ha suscitato la sua rivisitazione: uscire da tutte quelle situazioni che producono un senso di claustrofilia e di conseguenza aprirsi alla mente degli altri, ponendo in essere il giusto grado di attivazione. Per di più, Bruner, in questo suo lavoro riesce ad esprimere al meglio i nessi che legano l’azione, la riflessione, la condivisione e la cultura.
L’autore parte dal presupposto che “Il comprendersi è connesso con la similarità delle forme di organizzazione mentale che usiamo nelle nostre transazioni. Ma possiamo contare su una continua taratura del linguaggio, che...

 

LE La vita di Foucault era un’opera d’arte, disse Maurice Blanchot. Anche la tua vita è diventata un’opera d’arte. Anzi, diverse opere d’arte. Se consideriamo i Libri e Dischi ispirati alle tue avventure bolognesi.
Cosa significa diventare opera d’arte?

MC Da un lato possiamo considerare l’arte come Archivio. Non mi riferisco solo all'aspetto, per così dire, museale dell’arte. Il museo non esaurisce tutte le possibilità dell’archivio. Anche se oggi le possibilità di museificazione sono aumentate a dismisura.

LE Ti riferisci alle Gallerie virtuali, alle banche dati museali?

MC Si, certo. Mi riferisco anche al mondo come museo. Non tanto alla Terra – in senso lato. A ciò che si chiama natura o cosmo. Ma proprio al Mondo.

LE Il mondo non coincide con la Terra?

MC Oggi, più che mai - è sotto gli occhi di tutti -, è all’opera un movimento...

 

1. Video e dintorni

Nella vicenda degli operai dell’Embraco ci sono immagini rimaste impresse nella memoria semantica. Per questo emerge la necessità di ricostruire il puzzle.
Alcuni dipendenti dello stabilimento di Chieri si incatenano ai cancelli. Uno di loro dice che vogliono solo lavorare. Pochi secondi dopo, la voce della stessa persona, inizia a diventare tremula, le parole faticano ad uscire dalla sua bocca, è distrutta! Ma regala all’intervistatore un ultimo, decoroso e flebile suono, «Aiutateci!».
La forza della disperazione ha dato alle persone in lotta due minuti di gloria. A partire da quel momento inizia la discesa nel buio del dolore, della perdita. I riflettori, una volta spenti, lasciano solo fiochi ricordi nella memoria episodica. Ogni operaio sa bene dentro di sé che non ci saranno “imprese buone” pronte a scommettere sul patrimonio di...

 

In questo breve articolo si cerca di rendere evidente l’ipotesi che la produttività del lavoro, sia nella dimensione temporale che in quella spaziale, sia aumentata anziché diminuita, come sostengono gli economisti mainstream. Secondo questi ultimi i salari ristagnano o diminuiscono perché non ci sarebbero incrementi di produttività. In base a questa impostazione solo se aumenta la produttività del lavoro, si verifica un aumento dei salari. Questo assunto contraddice la realtà empiricamente osservabile. Tanto per fare un esempio: un operaio della FIAT di Mirafiori, negli anni settanta, produceva 10 macchine  in un anno, mentre con gli attuali ritmi di produzione, se si lavora a tempo pieno e grazie soprattutto alle innovazioni tecnologiche, un operaio di Melfi è in grado di produrne 65 all’anno.
L’analisi dei dati elaborati rende valida l’ipotesi...

 

Il termine “Clitoris” è apparso in Francia durante il XVII secolo. Lo si trova nel dizionario di R. Cotgrave del 1611 (p.203) con la seguente definizione: “A woman’s Priuities” (Lepidi-Di Marino*, Anatomic Study of the Clitoris and the Bulbo-Clitoral Organ, 2014).
Il termine si diffuse in tutta Europa, soprattutto attraverso anatomisti italiani e inglesi, determinando la scomparsa definitiva del temine “landica”.
Lepidi-Di Marino menzionano una serie di parole che includono il termine clitoris:
 

Clitoral – Che si riferisce alla clitoride;
Clitorism: Erezione estesa e dolorosa (patologica) della clitoride (è identica al priapismo negli uomini);
Clitorise to: Tocco lascivo della clitoride;
Clitoridectomy: Resezione parziale o totale della clitoride;
Clitoromegaly: Dimensione abnorme della clitoride;
Clitoresque: Che evoca...

 
L’Uomo a una dimensione è stato scritto da Herbert Marcuse nel 1964.
Marcuse era affiliato all’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte, più noto come Scuola di Francoforte. Nel 1929, a Friburgo, lavorò con Heidegger per l’abilitazione. Nel 1932 fu costretto a trasferirsi a Francoforte, e nel 33 a Ginevra. L’anno successivo scappò negli Usa e trovò lavoro alla Columbia University. Dal 1942 al 1945 collaborò con l’Office of strategic services (precursore della CIA).
L’Uomo a una dimensione, scritto in inglese (Adorno non si abituò mai all’inglese, e ritornò in Germania), fu tradotto in italiano nel 1967.
Il 25 maggio del 1968 Einaudi fece stampare la 7 edizione.
L'influenza di questo libro sulla sinistra italiana è stata notevole. Alcune formule e motti hanno superato persino il rullo compressore del postmoderno anni Ottanta, e solo negli anni...

 

La macchina da Scrivere di Heidegger era usata dal fratello Fritz, il quale morì il 26 giugno 1980 e fu sepolto a Messkirk, dove era nato nel 1894 e dove aveva sempre vissuto. Fritz lavorò nella stessa banca per tutta la vita. Era un impiegato. Nel tempo libero trascriveva a macchina i manoscritti vergati dal fratello. Era un mattacchione, ospite fisso alla fastnacht, la festa del paese che si teneva poco prima della Quaresima. Intratteneva i paesani con scherzi e giochi di parole nel dialetto locale. Da-da-dasein, era la sua battuta preferita, con la quale ironizzava sul linguaggio esoterico e sulla balbuzie del fratello.
Martin non scriveva a macchina. Nella scrittura a macchina, disse in un corso su Parmenide tenuto all’Università di Friburgo nel semestre invernale 1942-43, tutti gli uomini sembrano uguali.
La mano, scrive Heidegger, nella sua essenza,...

 

Qual è stata la parola d’ordine di Lenin appena vinta la rivoluzione?
Soviet e industria elettrica.
L’industria e l’industrializzazione totale non fanno il comunismo – scrive Pasolini [Scritti corsari, 1975].
Anche se a Stalingrado non passano – aggiungono i CCCP Fedeli alla linea [Socialismo e barbarie, 1987.]
L’industrializzazione totale non l’hanno inventata né Marx né Lenin – dice Pasolini -, l’ha inventata la borghesia. Industrializzare un paese comunista contadino significa entrare in competitività coi paesi borghesi già industrializzati. È ciò che ha fatto Stalin. E del resto – continua Pasolini – non aveva altra scelta.
Pasolini non contesta né l’elettricità né l’industrializzazione. Nemmeno ciò che unisce, potenziandoli, i due fattori. Anche se, a voler essere pignoli, a congiungere la forza motrice elettrica alla fabbrica, non è l...

 

Durante la seconda guerra mondiale le più importanti città Germaniche (131 città) furono colpite dal cosiddetto area bombing, un piano di bombardamenti indiscriminati pianificato dalla Royal Air Force sin dal 1940, e messo in atto nel 1942. La strategia dell’area bombing non rispondeva solo alla marginalità assunta nel conflitto dalla Gran Bretagna dopo il 1941, ma anche alla mancanza di alternative credibili.
Nello stesso periodo in cui si progettava l’area bombing, venivano messi a punto piani e progetti davvero fantasmagorici: il piano di tempestare con pioli di ferro i campi arati per impedire il raccolto; il progetto HabBakuk, di uno studioso di glaciologia – Max Perutz –, con il quale si mirava a produrre una gigantesca e inaffondabile portaerei in picrete - una sorta di ghiaccio artificiale potenziato; il piano di una rete difensiva di raggi invisibili;...

  L.essen intervista M.cacciacarne.

LE - Quando hai conosciuto Coccoluto?

MC -  Molto Tardi, nel 2000 (2001?). Quando ormai anche in Italia la club culture aveva conquistato i santuari del radicalismo nostrano.

LE – Ti riferisci ai centri sociali?

MC -  Si, più o meno. In quel periodo leggevo i giornali a Radio Kappa Centrale, a Bologna.
Quanto tempo buttato via!
Più di 100 anni prima Nietzsche invitava a bruciarli - i giornali.
Verso la fine degli anni Novanta la radio si era convertita da emittente dell’antagonismo hip-hop-neo-punk, a gran cassa della Club Culture.
Quelli che avevano letto Salario, prezzo e profitto furono buttati fuori, o costretti ad andarsene. Furono sostituiti da aspiranti farmacisti, veterinari, programmatori di router Cisco, tutti con la passione per il DJ_Set e una spicata vocazione per Vonnegut e Donald...

 

Nel 1885/86 – frammento 1,61 – Nietzsche scrive che Ogni pensiero (e sottolinea Ogni pensiero), ogni sentimento, ogni volontà non nasce da un istinto determinato, ma è uno stato globale, una superficie completa di tutta la coscienza e risulta dalla determinazione momentanea di potenza fra tutti gli istinti di cui siamo costituiti – cioè tra l’istinto che domina al momento e quelli che a esso obbediscono o si oppongono. E poi aggiunge che il pensiero successivo è un segno del mutamento che è frattanto intervenuto in tutta la situazione di potenza.
Ecco perché, immaginare la Volontà, non la volontà di potenza, ma la semplice volontà, intesa come scaturigine del senso o dell’azione, è una falsa concretizzazione. Non c’è alcuna volontà dietro il pensiero o il sentimento.
Il fatto che il gatto uomo, aggiunge Nietzsche – 1,71, –...

 

All’inizio del capitolo 2 dell'Interpretazione dei sogni, Freud dice che la scienza non ammette un problema di interpretazione dei sogni. Per essa il sogno non è affatto un atto psichico, bensì un processo somatico. Al contrario, i profani, pur ammettendo che il sogno è incomprensibile e assurdo, tuttavia non gli negano ogni significato. Guidati da un’oscura intuizione gli accordano un senso, anche se celato, e lo considerano un surrogato di un altro processo mentale, per cui si tratterebbe solo di interpretare la vera natura di questo surrogato per giungere al significato celato del sogno.
Il mondo dei profani, dice Freud, da tempo immemorabile si è sforzato di interpretare i sogni avvelenasi di due metodi differenti: 1) un metodo simbolico, che considera il sogno nella sua totalità, e 2) un metodo di decifrazione, che tratta il sogno come una specie di linguaggio...

 

In un testo breve pubblicato su McSweeney’s Saunders riferisce di un Report scientifico redatto nel corso della sperimentazione della Borazadina. Il test di sperimentazione del medicinale, che ha avuto una durata di 10 giorni, è stato condotto somministrando la Borazadina a 20 esemplari maschi di scimmia cynomologius. Le scimmie sono state suddivise in 4 gruppo di 5, e a ogni gruppo è stata somministrata Borazadina nelle concentrazioni, ripetitivamente, di 100, 250, 500 o 10.000 mg/kg/giorno.
Sui membri del gruppo a dosaggio massimo (10.000 mg/kg/giorno) gli effetti sono stati immediati e nefasti. Presentavano vomito e disorientamento, ansia, e si grattavano vigorosamente l’addome. Dopo venti muniti sono entrati in stato catatonico e sono stati soppressi mentre erano moribondi. Solo il membro numero 93990, un maschio assai piccolo, che pesava 26 kg...

 

La teoria della moneta di Mises si infila in un circolo. È lo stesso circolo imboccato da Menger. A levare i due studiosi austriaci dall’impaccio ci ha pensato Patinkin, in un libro scritto nel 1965, e intitolato Moneta, interesse e prezzi.
I tentativi di Menger e di Mises di integrare la teoria del valore e la teoria della moneta, tentativi finiti appunto in un circolo - e la teoria ha ribrezzo del circolo - sono stati elegantemente risolti – dice Bellofiore - da Patinkin.
Riccardo Bellofiore ha dedicato alla questione del circolo un capitolo della sua vasta introduzione al libro di Mises Teoria della moneta e dei mezzi di circolazione. Questa introduzione è impreziosita da diverse pagine di note e da una bibliografia sterminata.
La determinazione del valore della moneta proposta da Mises – dice Bellofiore – è tutt’altro che...

 

La scienza economia si è sempre opposta a introdurre nelle sue spiegazioni motivazioni di tipo psicologico, soprattutto nella spiegazione della formazione dei prezzi. Si è sempre indirizzata verso la ricerca di una sostanza comune che potesse spiegare l'origine dei prezzi.
Per gli economisti classici questa sostanza è il lavoro. Il prezzo di un bene si spiega con la quantità necessaria di lavoro per produrlo, o  con l’uguale costo di produzione o di riproduzione. Prezzi identici rappresentano quantità identiche di lavoro.
Dalla dottrina del valore-lavoro, si legge nei Principi di economia politica di Menger, derivò un danno incalcolabile per la scienza economica.
I prezzi, dice Menger, sono fenomeni accidentali. Sono sintomi. E le cause della loro formazione non vanno ricercate in identiche quantità di lavoro....

 
In Occidente – scrive Agamben – il sistema giuridico si organizza intorno ad una struttura doppia formata da elementi eterogenei. Questi elementi sono, da una parte, il normativo-giuridico e la Potestas, e dall’altra, l’anomico meta-giuridico e l’Auctoritas.
La legge, continua Agamben, ha bisogno dell’Autorità per poter essere applicata. E, al contrario, l’Autorità ha bisogno della legge per potersi validare.
Questi due elementi si presentano insieme già in rovina – scrive Agamben. E si trovano in rovina perché la legge è generale, e in questa sua generalità non può mai riferirsi e incontrare il caso singolare, l’Auctoritas. Mentre il caso singolare, l’Auctoritas, proprio in quanto è singolare, non può mai entrare nella legge.
Eppure, dice Agamben, questi due elementi antagonisti sono intimamente connessi. E sono connessi grazie all’Eccezione.
L’...

 

Il 3 aprile 1964, nella chiesa Methodist di Cleveland, Malcolm X pronuncia il discorso The Ballot or the Bullet.
Il discorso è tradotto in italiano nel 1968 da Einaudi. La traduzione tradisce molte importanti sfumature linguistiche del testo originale, soprattutto per ciò che riguarda i termini Negro, Nigger, Black man, Dark people, so-called Negro, African-Americans.
Ancora oggi in italiano non ci sono termini sufficienti per restituire le differenze e le sfumature semantiche di questa serie di parole che fanno segno ad un referente apparentemente stabile.
Nel 1968 il lessico doveva essere ancora più povero se si arrivò a tradurre la seguente frase “The black man knows it, the brown man knows it, the red man knows it, and the yellow man knows it”, con “i negri, i gialli e tutti gli altri uomini di colore lo sanno”. Nel testo originale...

 

Epepe è un romanzo scritto da Ferenc Karinthy nel 1970. Narra le avventure di Budai, un linguista ungherese diretto a Helsinki e dirottato verso una città sconosciuta.
È un libro bellissimo - ha scritto Pietro Citati sul Corriere della Sera -  nel quale un profondo senso di estraneazione e di angoscia, che risale al Processo e al Castello di Kafka, dà luogo a variazioni originali.
Altri sostengono che il libro non abbia nulla a che vedere con Kafka, e che il vero tema sia la disumanità delle città del blocco sovietico, oppure i fatti ungheresi del 56, o la rivolta di Praga del 68.
Secondo Emmanuel Carrère il libro non è lontano da quei deprimenti film di animazione dei paesi dell’Est, tanto in voga negli anni Sessanta e Settanta, in cui si vedeva un omino con la bombetta aggirarsi fra moltitudini dallo sguardo vacuo...