Tra dicembre del 1989 e marzo del 1990 la quasi totalità delle università italiane furono occupate per impedire l'approvazione di un disegno di legge (legge Ruberti) che prevedeva l’ingresso dei privati nel finanziamento e nella gestione degli atenei. In uno striscione portato in corteo per le strade di Bologna, e rimasto alle cronache grazie ad una bella foto di Luciano Nadalini, si può leggere uno degli slogan più riusciti: Privatizzare è prima di tutto privare.
Si avvicina il ventisettesimo anniversario, per l’occasione ho intervistato Giuseppe Greco, un protagonista degli occupanti bolognesi.
Giuseppe abita a Pietrapaola, e gestisce un piccolo stabilimento balneare semi-abusivo. Per telefono  ha rilasciato una breve intervista.

PSR – Ciao Giuseppe, la stagione balneare è quasi alla fine. Qui al nord il caldo insiste, e...

Il piccolo libricino che presenta la trascrizione di una conferenza tenuta a Montreuil a dei bambini, scritto da Jean-Luc Nancy nel 2008, si chiude col ricordo della morte di André Gorz e della moglie.
Il libro è dedicato all’amore.
L’amore è assoluto – scrive Nancy.
Cosa vuol dire?
Vuol dire che l’amore non ha limiti. Se avesse limiti, se ci fosse qualcosa a limitarlo, a condizionarlo, a indirizzarlo, anche solo a suscitarlo o ad arricchirlo, non sarebbe vero amore.
Se dicessi ti amo un po’, ti amo tanto, o ti amo tantissimo, non si tratterebbe di amore. Se amassi i tuoi capelli, il tuo viso, tutto il tuo corpo, o il tuo carattere, la tua personalità, se ti amassi perché sei simpatico, perché fai ridire, perché ti muovi bene, perché sei alla moda, perché sei bravo, perché sei potente, perché sei ricco, perché sei un genio, perché...

Focus economia è una trasmissione condotta da Sebastiano Barisoni, va in onda tutti i giorni su radio24. Come altre due-tre trasmissioni, in onda nelle ore di maggior ascolto, si occupa di temi di stretta attualità. E lo fa con uno stile e un ardore e un lessico senza freni inibitori. Quando c’è da andare duro non si risparmiano parolacce e vaffanculo. A dire il vero, Barisoni, tra i conduttori di punta di radio24 (tra i quali spicca anche Cruciani) è il più compito, il più tranquillo, e tira in mezzo il cazzo giusto quando veramente si è rotto i coglioni.
Ultimamente ha preso di mira le banche. Anzi, i banchieri. E ci va giù duro. Soprattutto con due banche venete, colpevoli di non avere mantenuto le promesse, e di aver fatto perdere agli investitori (i soliti piccoli risparmiatori) un ammontare complessivo di circa 11 miliardi.
Nel caso della Popolare di Vicenza, gli...

“COPYRIGHT VS COMMUNITY”. CONFERENZA DI RICHARD STALLMAN SABATO 28 MAGGIO, ORE 15 - CAMERA DEL LAVORO DI MONZA, VIA PREMUDA 17

 

CGIL Lombardia, CGIL Monza e Brianza e Fiom Monza e Brianza organizzano un incontro con Richard Stallman, fondatore del Movimento del Software libero e del Progetto GNU, il quale terrà una conferenza dal titolo: “Copyright vs community” sabato 28 maggio dalle 15 presso la camera del Lavoro di Monza, in Via Premuda 17.
Il progetto GNU, lanciato nel settembre del 1983, ha mostrato come si possa efficacemente contrastare lo strapotere delle grandi multinazionali del software.
Il movimento per il software libero si batte per dare agli utenti di sistemi informatici la libertà di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software.
Stallman ha promosso un metodo di collaborazione...

Filippo Violi
Cronache da un campo di battaglia
imprimatur, su ibs.it

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La provincia è un ente territoriale di rilevanza costituzionale. Insieme alle regioni, ai comuni, alle città metropolitane, alle università, alle scuole, alle caserme, agli ospedali, ai tribunali, alla corte costituzionale, alle sedi periferiche dell'agenzia delle entrate, ai sistemi siatel, entratel, sogei, isee, imu, tari, allo stato civile, all'albo pretorio (l'elenco è lungo), forma lo Stato.
Lo Stato non è la somma di tutti gli enti territoriali. Un insieme di province non è sufficiente per formare uno Stato. E secondo alcuni, non è neanche necessario. Potrebbero darsi Stati senza provincie, e persino Stati senza territorio. Le vicende palestinesi, sin dalla costituzione dell'OLP, ne sono un esempio.
Che cos'è allora lo Stato?
Internet...

La proposta di un reddito di cittadinanza (basic income) nasce da un'idea di giustizia, sostenuta da una teoria economica solida.
Semplificando si può riassumere questa teoria in 5 punti:

1 – sproporzione smisurata tra lavoro vivo e lavoro morto;
2 – irrilevanza del lavoro come misura del valore;
3 – disgregazione del confine che separava il lavoro produttivo dal lavoro improduttivo;
4 – nascita della fabbrica diffusa;
5 – partecipazione generalizzata di tutta la collettività alla produzione della ricchezza.

Insomma, secondo questa teoria, partecipiamo alla produzione non solo quando siamo seduti ad una scrivania, o quando programmiamo un tornio a controllo numerico, ma vi partecipiamo anche quando assistiamo i genitori e i figli malati, quando piantiamo dei fiori nel giardino o...

Danilo Masotti è un profilo facebook. È energia pura, sprigionata da un terminale remoto, elaborata da un server-robot, e riprodotta da un altro terminale, il mio. L'energia non se ne va in giro da sola. Ha sempre bisogno di un ospite che la faccia diventare vera. L'ospite, in questo caso, è fatto di plastica, silicio e cristalli liquidi.
È questa ferraglia che ogni tanto mi parla e racconta le prese di posizione di Danilo Masotti.
Danilo Masotti non elabora un pensiero originale. D'altronde, dopo Nietzsche, Deleuze, dopo il formalismo, lo strutturalismo e compagnia bella, parlare di origine è diventato un vero tabù. Non c'è inizio, non c'è origine.
L'inizio delle cose, se è ancora lecito usare questa parola, è sempre rinviato, e non è rinviato nel tempo, ma è rinviato nello spazio, presso un'altra sede, la quale, temporaneamente (qui si...

Rimanere paralizzati, incapaci di alzarsi dal letto, schiacciati dalla vergogna. Oppure lasciarsi catturare dall'avversario, come nel bel libro di Carrère, e indossare l'abito che sarebbe stato il nostro, sole se le cose fossero andate per il verso giusto. Oppure cominciare a chiedere, a interrogare, a questionare, a imparare che le domande sono ganci ai quali appendiamo le nostre angosce.
È così che abbiamo trascorso gli ultimi trent'anni, a porci le domande giuste, quelle che allungano l'agonia del giorno, quelle che garantiscono la continuità del quotidiano.
È contro queste domande, contro il presente, contro i tempi moderni e tutte le rotative che ne garantiscono la continuità, che Eugenio Donnici ha scritto un libro sulla divisione del lavoro.
Che cos'è la precarietà?
Quanto tempo si è sprecato intorno a questa domanda, quante...

Quest'anno ricorre il ventennale dell'Occupazione del Teatro Polivalente (TPO). Raccontare la storia di un'occupazione non è mai facile. Ci hanno provato Pellerano/Paccosi* e Zero/Flavia Tommasini**.
La polemica non si è fatta attendere***. Si è innestata intorno alle partizioni Politica/Arte, Occupanti storici / Parvenu.
Franca Desio conosce la storia del TPO perché vi ha preso parte, e sin dalla prima ora.

SB Cosa pensi della partizione Politici / Artisti-Teatranti scoppiata dopo l'intervista Pellerano/Paccosi?

FD Nel 1988, quando arrivai per la prima volta a Bologna, fuori dall'Isola nel Kantiere (INK) c'era questa enorme scritta: FUORI LA POLITICA. La politica, all'epoca, era rappresentata dagli Autonomi del GabiaNO e del Kaos-CPT.

SB C'erano anche i collettivi.

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Se sei un cantante e raggiungi una certa notorietà ti contattano Nicola Savino e Linus per chiederti (concederti) un'intervista su radio DJ. L'effetto del contatto (oltre ad un certo benessere interiore) è una maggiore notorietà. Se sei famoso (se hai molti contatti, come si usa oggi) hai più probabilità di diventare ancora più famoso, e viceversa. Il concetto lo ha chiarito bene il cantante EmisKilla (o Emis Killa).
Come si legge su wikipedia (se sei famoso hai anche una pagina su wikipedia priva dell'avviso «Questa voce o sezione ha problemi di struttura e di organizzazione delle informazioni») Emis Killa  ha venduto oltre 215.000 copie, certificate dalla FIMI con cinque dischi di platino ed un disco d'oro. Ma il dato più importante riguarda i contatti totalizzati su YouTube, Twitter e Facebook. Si parla di oltre un milione di contatti.
Per rendersi conto dell'entità...

In cosa consista la ricerca della felicità è mostrato bene da un film di Gabriele Muccino.
Dando per scontato cosa sia una ricerca (la qualcosa non è poi così scontata) non rimane che chiedersi cosa sia la felicità.
La risposta di Muccino è sorprendente.
Ora, bisogna ricordare che Muccino è all'unanimità considerato dalla critica un regista sfigato. Uno che non pensa. Uno che riproduce le cose così come gli si presentano sotto il naso, senza la minima interpretazione, traduzione, trasfigurazione o commento. Come invece fa, per dire, Marco Tullio Giordana, il quel esprime, nel suo cinema, una certa competenza, una certa abilità di scrittura, talune qualità di piacevolezza e di buona volontà. Tutta una serie di finezze e sottigliezze latenti, insomma, delle quali il critico si impegnerebbe a svelare il senso e delle quali avrebbe il compito di indicare lo sviluppo...

Anche Habermas entra nel dibattito sulla sovranità degli stati-nazione per rispondere a tutti quelli che oggi si sono improvvisati difensori della sovranità, come Wolfgang Streeck.
Secondo Streeck imporre ai popoli europei del Nord e del Sud un super-stato europeo comporterebbe il livellamento delle loro forme di vita. Succederebbe, pressappoco, quello che è successo al meridione d'Italia per effetto della conquista e dell'annessione Piemontesi. I Savoia, scrive Streeck, hanno tentato con la forza di rendere uguale ciò che per natura era ed è rimasto diseguale.
In primo luogo, Habermas obietta che negli stati-nazione non c'è nulla di naturale. Essi si basano su una forma “altamente artificiale di «solidarietà tra estranei» generata dal costrutto giuridico dello status di cittadino. Anche in società omogenee sul piano etnico e linguistico la coscienza nazionale non ha...

L'anno scorso andava tanto di moda il tema dell'uscita dall'euro, e tutti lo sfoggiavano, come la barba lunga e coltivata quest'anno. Il tema era discusso sin da prima che l'euro diventasse una realtà. E Paul Krugman, prima ancora che si firmasse il trattato di Mastricht, avvisava dei rischi che i paesi del mediterraneo correvano. Ma questa ormai è storia.
Il tema dell'euro attizzava le fantasie di tutti. C'erano quelli che vedano nell'uscita dall'euro la salvezza, e quelli che, all'opposto, vi vedevano una catastrofe. Quelli che ritenevano che un'uscita avrebbe permesso un rilancio delle esportazioni e dell'economia, e una fine della grande disoccupazione di massa, soprattutto dei giovani, e chi, invece, riteneva che l'uscita dall'euro, la svalutazione competitiva e tutto ciò che ne sarebbe conseguito, erano solo possibilità fantasiose degne di menti creative e per nulla...

L'Italia ha un debito pubblico alto, e rischia anche di sforare la soglia del 3% del deficit. Sia il debito pubblico, sia il deficit, sono rapportati al PIL. Un modo per farli apparire più piccoli è far crescere il PIL. Ma il PIL non cresce, anzi, diminuisce, perché diminuiscono i suoi componenti, cioè i consumi e gli investimenti.
Con gli 80 euro Renzi ha provato ad intervenire sui consumi, ma i risultati non si sono visti. Non solo perché gli 80 euro sono stati assorbiti da altri tributi, ma soprattutto perché è dagli anni Ottanta che il moltiplicatore non agisce più, lo dimostra anche l'aumento, registrato in questi giorni,  dei depositi bancari. I consumi, addirittura, sono ulteriormente calati. E la battaglia è finita prima di incominciare.
In questi giorni Renzi ha iniziato un tour per le aziende italiane. Si sta concentrando sugli investimenti.
Per...

C'è inflazione se i prezzi salgono, e deflazione se i prezzi scendono.
I prezzi salgono (e scendono) per due ragioni. O perché, a parità di beni offerti e una domanda di beni stabile, aumenta l'offerta di moneta , oppure perché, a parità di offerta di moneta e una domanda di beni stabile, diminuisce l'offerta di beni. Va de se che nel caso della deflazione avviene l'esatto contrario.
Dunque, c'è deflazione se diminuisce l'offerta di moneta, se c'è un calo della domanda di beni, oppure se c'è un aumento dell'offerta di beni. Se queste tre evenienze si verificano inseme c'è sicuramente deflazione. In questo caso si può parlare di crisi conclamata.
Se, invece, si verifica uno solo di questi tre eventi è necessario che gli altri rimangano stabili, o, perlomeno, non registrino variazioni neutralizzanti del fattore che genererebbe la deflazione. Se l'offerta di moneta...

Senza denaro non c'è lavoro. Così scrive Giovanni Mazzetti nel suo ultimo libro pubblicato dal Manifesto, e dal titolo Diritto al lavoro. Beffa o Sfida?
Avvisato il lettore che questa non è una recensione, ma solo lo spunto per una  teoria generale della moneta, si può continuare con il testo di Mazzetti.
“Il denaro è il segno nel quale si rappresenta il lavoro”. Come dire che senza denaro il lavoro non si presenta. Senza denaro non c'è lavoro. “Qualsiasi mediazione sociale diversa dalla spesa in denaro è incapace di farci giungere al risultato voluto”. 51 Ovvero, la comparsa del lavoro.
Cosa permette al segno di far apparire il lavoro?
Il lavoro si presenta nella “serie nella quale ciascun termine rimanda agli altri, perché sono in una relazione reciproca, ma anche, nella quale ciascun termine preso in sé è diverso dagli altri”.
Un empirista...

Anche Metz, del dipartimento della Mosella, ha il suo Circolo della Lingua Avita (CLA), e il relativo Bollettino di Filologia dei Calabresi all'Estero.
Sull'ultimo numero è apparso il resoconto di un workshop sui nomi esotici.
Ai lavori propedeutici e al workshop hanno partecipato i professori Rocco Filippelli, Pasquale Greco, Nicola Papparella e Rosario Puglisi.
Il professor Papparella, leader del gruppo francese, e intervenuto in qualità di reporter freelance dell'omonimo bollettino nordamericano, nelle fasi preparatorie del workshop ha insistito per mettere agli atti un paper nel quale è ripreso uno statement pronunciato qualche settimana prima alla convention sulla partnerschaft franco-alemanna.
Seppure lo statement faccia riferimento al ritrovato vigore degli studi di etno-linguistica, e si dilunghi sulla querelle dei nomi che terminano in -io con i...

La scena è presente nel Padiglione d'oro.
Un ragazzo deforme sin dalla nascita – Kashiwagi – era convinto che, nelle sue condizioni, nessuna ragazza lo avrebbe mai amato.
Era una convinzione, la sua, che dà pace e conforto, più di quanto gli altri possano immaginare. Se si ha la certezza assoluta che nessuno possa amarti allora ci si può mettere l'anima in pace, e dedicarsi a tutto il resto.
Nemmeno si accontentava di perdere la verginità andando con una prostituta. Le prostitute, pensava, si accoppiano con tutti, con i vecchi e con i deformi, con i brutti e con i belli, persino con i malati e i lebbrosi - se non se ne accorgono. Per la gente comune (la gente senza difetti, la gente normale) accoppiarsi con una prostituta andava più che bene. Sollevava dalle responsabilità e dalle complicazioni di una certa reciprocità richiesta e raccomandata in questi casi....

Parecchi miei compagni di università non si sono sposati. I più hanno scelto relazioni temporanee. Bisognerà prendersi un po' di tempo e chiedersi se la loro sia stata una vera e propria scelta, o non sia stata il frutto di circostanze, l'accettazione, più o meno consapevole, di un costume sociale ben definito, quello del Monaco Militante. Anche quelli che hanno una relazione stabile e duratura con una sola donna (la compagna) si son ben guardati (quasi tutti) dal mettere al mondo uno o più figli. Perché?
Perché tutti questi giovani gagliardi hanno, per cosi dire, scelto di non sposarsi? Di non mettere su famiglia?
La risposta pare semplice.
Volevano divertirsi il più possibile, volevano affogare nel piacere. Erano consapevoli, come Alex Portnoy di Philip Roth, che ci si annoia, che a) non si può frenare l'incendio implacabile del desiderio del nuovo, dello...

C'è questo articolo scritto da Militant eccetera, un collettivo romano di compagni (compagni - in ultima istanza, compagni), un ensemble di  vecchi e giovani baffoni, dal pedigree comunista, con un genitore, uno zio, un vicino di casa, un professore, o un nonno nel PCI, o nei fuori-usciti del PCI, o negli axtraparlamentari, o addirittura nella resistenza, o fondatore o amico, o cugino di un fondatore di un quotidiano effimero (o duraturo) della sinistra fuoriuscita. Genealogie intricate, insomma, lontane dalle nostre pacifiche storielle di vita paesana e democristiana. Questo articolo breve e sincero – la sincerità, il dire-il-vero, l'atto parresiastico, sono una costante etica del militante, una prerogativa e un imperativo morale imprescindibili – questo articolo scritto a chiare lettere, e sincero, è ripreso pari pari da Carmillaonline.com. Sottolineo pari pari, perché...